Autore Redazione
giovedì
2 Aprile 2026
18:32
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Cronaca - Alessandria

Vento “scoperchia” tetto. Dopo i timori per possibile amianto, avviati controlli e bonifica

Vento “scoperchia” tetto. Dopo i timori per possibile amianto, avviati controlli e bonifica

ALESSANDRIA – Dopo la caduta di alcune lamiere dal tetto di uno stabile tra via Bellini e via Vinzaglio, alcuni alessandrini hanno iniziato guardare con preoccupazione alla porzione di tetto rimasta scoperta e a coperture che, a molti, sono sembrate in cemento-amianto. Radio Gold ha raccolto diverse segnalazioni e il dubbio ha preso forma anche nella richiesta di chiarimenti di un’altra cittadina che si è rivolta direttamente ad Arpa Piemonte. Fino a quel momento non risultavano esposti ufficiali legati a quella struttura, ha spiegato l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che ha quindi indicato alla donna la procedura da seguire in caso di presunti manufatti in amianto. Il primo passo, in casi come questo,  è infatti la segnalazione formale al Comune in cui si trova lo stabile. Spetta poi agli uffici comunali coinvolgere Arpa e Asl per avviare le verifiche necessarie ad accertare l’eventuale presenza di amianto e valutarne lo stato di conservazione.

Un iter che è stato poi effettivamente avviato per lo stabile tra via Bellini e via Vinzaglio. Come spiegato dall’assessore all’Ambiente del Comune di Alessandria, Daniele Coloris, il tetto era già stato “coibentato” ma questo giovedì è iniziato anche l’intervento di una ditta specializzata per la bonifica della porzione di tetto risultata in cemento-amianto che si trovava sotto le lamiere cadute a terra.

La vicenda, intanto, riaccende i riflettori su una presenza silenziosa ma ancora diffusa. Ad Alessandria, come in molte città italiane, non sono rari gli edifici con coperture in eternit, retaggio di un’epoca in cui questo materiale era ampiamente utilizzato.  La normativa non impone la rimozione obbligatoria, ma sottolinea l’importanza di censirne la presenza e monitorarne nel tempo lo stato.

Lo ricorda anche la brochure informativa di Arpa Piemonte, che raccoglie le risposte alle domande più frequenti poste, negli anni, dai cittadini. In quelle pagine viene chiarito che la presenza di amiantonon implica necessariamente un danno per la salute”. Il materiale è cancerogeno, ma nel caso di manufatti compatti, come il cemento-amianto, il rischio di dispersione delle fibre è legato in modo particolare allo stato di conservazione e manutenzione. Diventa quindi fondamentale prevenire situazioni di degrado e mettere in atto anche un programma di interventi di controllo per impedire la dispersione di fibre.

Per valutare “il degrado della copertura” vengono considerati diversi fattori: la friabilità del materiale, la presenza di crepe o rotture, l’accumulo di polveri, soprattutto nei punti di scolo, e anche la formazione di piccole stalattiti, possibile segnale di deterioramento. Se emergono criticità o non è possibile ridurre il rischio, il proprietario è tenuto a intervenire con operazioni di bonifica. Queste possono prevedere incapsulamento, confinamento o rimozione completa, sempre affidate a ditte specializzate.
Tra via Bellini e via Vinzaglio quel tetto osservato con timore è già diventato un cantiere. E, per i cittadini, è anche un segnale che le segnalazioni possono fare la differenza per prevenire rischi.

(in copertina e nell’articolo foto inviate dalle lettrici Maria Grazia e Nicoletta, che ringraziamo)

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