Autore Redazione
venerdì
3 Aprile 2026
10:17
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Cronaca - Alessandria

Dalla StrAlessandria tre pozzi e un futuro di acqua e dignità per i villaggi di Beindou, in Guinea

Dalla StrAlessandria tre pozzi e un futuro di acqua e dignità per i villaggi di Beindou, in Guinea

ALESSANDRIA – Ci sono viaggi che non si misurano solo in chilometri, ma in significato. Quello intrapreso dalla delegazione dell’Istituto Cooperazione e Sviluppo ETS APS di Alessandria conduce nel cuore della Guinea, nella préfecture di Faranah, dove la solidarietà alessandrina si sta trasformando in un progetto concreto: acqua potabile e servizi igienico-sanitari per centinaia di bambini in tre villaggi isolati.

Il percorso per arrivarci racconta già molto. Quattrocentocinquanta chilometri separano la capitale Conakry da Faranah, tredici ore di viaggio su piste di laterite rossa, tra paesaggi che mutano a ogni curva: dalla vegetazione rigogliosa della costa alle distese del Fouta Djallon, tra alberi di mango carichi di frutti e bancarelle che profumano di ananas e banane. Dopo Mamou, dove si unisce alla missione il Vice-Président della Croix-Rouge Guinéenne Mamadou Barry El Hadj, l’asfalto scompare e inizia l’Africa più autentica.

È qui, nella sous-préfecture di Beindou, che prende forma il progetto reso possibile grazie ai fondi raccolti con la StrAlessandria 2025 e al cofinanziamento di EGATO6. Un’iniziativa che prevede la costruzione di tre pozzi nei villaggi di Dalafilanin, Diana e Sèrèkoro e un intervento WASH completo — acqua, igiene e servizi sanitari — destinato alle scuole e alle comunità locali.

Il lavoro nasce da una collaborazione stretta e paritaria con la Croix-Rouge Guinéenne, con il supporto di YGGDRA Alessandria e il coordinamento sul campo di Mamadou Daye Diallo, cooperante con una lunga esperienza nel sistema della Croce Rossa internazionale. È lui a rappresentare il ponte tra Alessandria e i villaggi guineani, trasformando i progetti su carta in relazioni concrete con le comunità e le istituzioni.

La delegazione, guidata dal presidente di ICS-ETS Mohamed Ed Derras e dal vicepresidente Giovanni Mercurio, è partita il 27 marzo. Dopo il primo incontro ufficiale a Conakry con i vertici della Croce Rossa guineana — il presidente nazionale Youssouf Traoré e il segretario generale Mamadou Saliou Diallo — la missione è proseguita verso Faranah, dove per cinque giorni si è svolto il lavoro sul campo, affiancati dalle autorità locali.

Determinante il supporto delle istituzioni guineane: dal Préfet di Faranah Augustin Fancinedouno, che ha autorizzato i lavori, al direttore dello SNAPE Moussa Awa Diaby, impegnato nella supervisione tecnica e nelle analisi dell’acqua, fino ai rappresentanti della sanità e dell’istruzione locale.

Ma sono soprattutto le comunità ad aver lasciato il segno. A Dalafilanin, il 30 marzo, il lancio ufficiale dei lavori si è trasformato in una festa collettiva: musica, danze e doni simbolici come le bacche di néré, offerte come segno di accoglienza.  Tra i momenti più significativi, l’intervento della direttrice della scuola di Dalafilanin, Kadiatou Oularé, prima donna dirigente incontrata durante la missione. Davanti alle autorità ha raccontato la realtà di una scuola con trecento alunni distribuiti in sole due aule, sottolineando l’importanza delle nuove toilettes già realizzate grazie al progetto, ma anche la necessità urgente di nuove classi per garantire un futuro agli studenti.

Sul piano tecnico, i lavori procedono nonostante le difficoltà. A Dalafilanin le trivellazioni hanno raggiunto i cinquanta metri di profondità incontrando uno strato roccioso. La risposta è stata immediata: la costruzione di un “château de perforation”, struttura necessaria per superare l’ostacolo e proseguire i lavori in sicurezza. Nei villaggi di Diana e Sèrèkoro, invece, si stanno completando le fasi preliminari con sopralluoghi e raccolta dati sanitari e scolastici.
Proprio a Sèrèkoro è emersa anche un’altra prospettiva di sviluppo: l’incontro con un gruppo di donne contadine guidato da Nafina Faro, che ha presentato le proprie attività e richiesto supporto per la produzione di sapone e l’agricoltura. Un segnale concreto di empowerment femminile che l’associazione alessandrina intende approfondire.

Questa missione non è solo un intervento infrastrutturale, ma un esempio di cooperazione reale, costruita giorno dopo giorno sul territorio. Una cooperazione fatta di relazioni, ascolto e partecipazione, lontana dalle formalità e radicata nella vita quotidiana delle comunità. La delegazione si prepara ora a lasciare Faranah ma il progetto continuerà.
Sarà la trentesima edizione della StrAlessandria 2026 a raccontare ai cittadini i risultati di questa esperienza. Perché dietro ogni pozzo, dietro ogni scuola, c’è una rete di solidarietà che parte da Alessandria e arriva fino ai villaggi più remoti della Guinea. E ogni goccia d’acqua che scorrerà sarà il segno tangibile di un’idea diventata realtà.

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