5 Aprile 2026
00:31
Santa Pasqua 2026: il messaggio ai fedeli dei Vescovi di Alessandria, Casale, Acqui e Tortona
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – In occasione della Santa Pasqua 2026 il messaggio dei Vescovi delle Diocesi del nostro territorio. Di seguito le parole del Vescovo di Alessandria, Guido Gallese, nell’intervista a “La Voce alessandrina” realizzata dal direttore Andrea Antonuccio.
«La Pasqua è sempre un momento bello, un momento atteso. Gesù stesso ha detto: “Ho desiderato ardentemente di celebrare questa Pasqua con voi”. Sarebbe bello che ci sentissimo risuonare queste parole nel cuore, nella mente e nel cuore. Nella Pasqua c’è il segreto della vita, perché nella Pasqua si tocca il tema della morte. Vita e morte: con Cristo non è più la morte a dare termine alla vita, ma la vita segue la morte e le toglie il termine. E questa è una rivoluzione, una rivoluzione assoluta: nell’oggi, in questa vita, noi viviamo già da risorti. Da risorti che non possono essere decomposti in quella morte spirituale che è la sofferenza, che è la morte dentro, perché ci viene data la vita nuova che zampilla come una sorgente fresca e forte nel nostro cuore, nella nostra anima. Vi chiedo di verificare nel vostro cuore se sentite zampillare questa vita nuova. E non è un modo di dire… si dovrebbe arrivare a un punto della vita in cui senti che l’acqua zampillante della vita eterna descrive in modo esatto quello che sta accadendo dentro il tuo cuore. Senti una novità, un qualcosa di fresco, di vivo, che dà il tono a tutta la tua vita, a tutte le tue giornate, nelle cose più banali, più semplici, più ordinarie, come far da mangiare, vestirsi o camminare per strada. Dentro questa vita nuova sta l’oggetto dell’annuncio del cristiano. È una gioia, è la gioia più grande che nessuno ci può togliere. Nessuno! Con questa gioia noi viviamo in un modo nuovo e diverso qualsiasi cosa. E siamo chiamati a esserne annunciatori: ma non possiamo annunciarla veramente, pienamente, se non gustiamo il sapore di questa sorgente che zampilla nel nostro cuore. Per la vita eterna».
Il messaggio del vescovo della Diocesi di Casale Gianni Sacchi:
“Carissimi diocesani, fratelli e sorelle,
mentre ci avviciniamo alla celebrazione della Pasqua, cuore dell’anno liturgico e sorgente inesauribile della vita della Chiesa, il nostro sguardo e il nostro cuore si rivolgono al mistero centrale della nostra fede: la passione, la morte e la risurrezione del Signore Gesù. La Grande Settimana che stiamo per vivere ci introduce nei giorni più santi dell’anno, nei quali la Chiesa, con la sapienza della sua liturgia, ci conduce a contemplare e a celebrare l’opera della redenzione. Sono giorni in cui il tempo sembra rallentare, quasi a permettere al popolo di Dio di sostare davanti al mistero dell’amore di Cristo che si dona fino alla fine. E mentre il mondo continua il suo cammino spesso inquieto, attraversato da tensioni continue, paure e conflitti che ancora insanguinano popoli e Nazioni, con una nuova guerra dalle conseguenze economiche ed energetiche imprevedibili, la Chiesa si raccoglie in preghiera. Non per sottrarsi alle responsabilità della storia, ma per ritrovare alla sorgente del mistero pasquale la luce e la forza necessarie per affrontarle. Agli occhi di una mentalità segnata dall’efficienza e dalla ricerca del risultato immediato, potrebbe sembrare inutile dedicare tanto tempo alla celebrazione dei santi misteri. Sembrerebbe forse più urgente moltiplicare iniziative, correre incontro ai bisogni, organizzare interventi concreti. E tuttavia la Chiesa sa bene che senza tornare continuamente alla fonte da cui nasce la sua vita, anche le opere più generose rischiano di perdere il loro respiro evangelico. Per questo, finché ci sarà la Chiesa, ci saranno sempre i giorni santi, nei quali il popolo cristiano ritorna alla verità più profonda della sua esistenza. Questa verità è semplice e decisiva: non siamo noi a salvare il mondo, e neppure noi stessi. Solo il Signore Gesù è il Salvatore. È dal mistero pasquale che nasce ogni autentico rinnovamento della Chiesa e della società. È dall’incontro con Cristo morto e risorto che prende forma l’impegno dei cristiani nella storia: la carità verso i poveri, la ricerca della giustizia, il servizio silenzioso dei volontari, la dedizione dei sacerdoti e dei consacrati, la generosa testimonianza delle famiglie cristiane, la missione verso coloro che ancora non conoscono il Vangelo. Quando il cuore si lascia raggiungere dalla Pasqua del Signore, allora anche la vita quotidiana ritrova il suo senso più profondo. Per questo i giorni che ci attendono sono un dono prezioso. Nella ricchezza dei segni e dei riti della liturgia pasquale il Signore si rende nuovamente presente in mezzo al suo popolo. Nel Giovedì Santo contempliamo l’amore che si fa servizio e dono nell’Eucaristia; nel Venerdì Santo adoriamo la Croce dalla quale sgorga la salvezza del mondo; nella grande Veglia della notte di Pasqua celebriamo la vittoria della vita sulla morte e della luce sulle tenebre. In questo tempo della storia, segnato da tante fragilità e inquietudini, il messaggio della Pasqua risuona con rinnovata forza: la morte non ha l’ultima parola, il male non è più forte dell’amore, la speranza non è delusa. Cristo è risorto? E il Risorto cammina ancora con il suo popolo. Questa certezza sostiene la fede dei credenti, illumina le fatiche della vita, ridona coraggio anche nelle prove più difficili. Là dove sembra prevalere la notte, la Pasqua annuncia che una luce nuova è già sorta. La Pasqua ci invita allora a lasciarci rinnovare interiormente: a riscoprire la bellezza della fede, a rafforzare i legami di comunione nelle nostre comunità, a vivere con maggiore generosità il servizio verso i più poveri e i più fragili. Quando incontriamo veramente il Signore risorto, la nostra vita diventa più luminosa nella speranza, più salda nella fede, più operosa nella carità. La Pasqua del Signore è vita che si diffonde nel mondo? È grazia che rinnova i cuori? È speranza che apre il futuro della storia. Con questi sentimenti desidero rivolgere il mio augurio più cordiale e paterno a tutte le famiglie della nostra Diocesi. Il Signore risorto porti consolazione a chi soffre, sostenga chi è provato dalla fatica della vita, rafforzi la fiducia di quanti guardano al futuro con timore. Nelle nostre case, nelle comunità parrocchiali, nei luoghi del lavoro e della vita quotidiana possa risuonare la gioia dell’annuncio pasquale. Durante le celebrazioni dei giorni santi in Cattedrale porterò all’altare del Signore le vostre intenzioni, le vostre attese e le vostre preghiere. Affiderò al Dio della vita le vostre famiglie, i vostri figli, gli anziani, i malati, coloro che vivono momenti di prova o di solitudine. Carissimi, lasciamoci raggiungere dalla luce della Pasqua. Il Cristo crocifisso è risorto, e con Lui rinasce la speranza del mondo”.
Il messaggio del Vescovo della Diocesi di Acqui, Luigi Testore:
“La Pasqua è una importante festa ebraica che ricorda l’uscita dall’Egitto e la liberazione di un popolo alla ricerca del proprio cammino e della propria identità. Ma è stato proprio durante una festa di Pasqua che Gesù è stato arrestato, è stato crocifisso ed è risorto. Per questo la festa per noi cristiani è diventata ancor più significativa, perché non riguarda più solo la liberazione di un popolo dalla schiavitù, ma la liberazione di tutta l’umanità. Una umanità che può ora guardare al mondo e alla storia con occhi nuovi perché il dono totale di sé di Gesù che dà la vita per noi ci libera da una schiavitù ancora più grande, che è quella della morte stessa. Gesù risorge e apre a tutti noi la strada di una vita vera, non più offuscata dalla debolezza della condizione umana. Pasqua è per noi il segno che dall’amore e dal dono nasce una vita nuova, non più soggetta alla sofferenza, alla malattia e alla morte. Quando ci diciamo l’un l’altro: “Buona Pasqua”, diciamo che la morte è vinta, diciamo che c’è speranza per tutti e che, se anche viviamo la tristezza del presente, segnato da molte ingiustizie, dalla violenza e dalla guerra, sappiamo che in Cristo Risorto c’è vera novità per tutti gli uomini e le donne del mondo”.
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