Il Principe e la Sarta è un racconto che ci porta ad apprezzare noi stessi
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RADIOGOLD – Iniziamo il mese del pride in bellezza con la stupenda graphic novel Il Principe e la Sarta di Jen Wang, pubblicata dalla Bao Publishing nel 2019. Mi ricordo che stavo praticamente impazzendo nell’aspettare la sua uscita, e appena la Bao ha messo l’annuncio ho fatto una corsa pazzesca per accaparrarmelo. Questo la dice lunga su quante aspettative riponevo nel fumetto, e devo dire che non mi ha per niente deluso.

Vale Massobrio

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Seguiamo la vita di Frances, una laboriosa sarta sottopagata e sottovalutata, ma con idee glamour e molto innovative. Dopo aver realizzato un abito alla Lady Gaga epoca The Fame Monster per una signorina di buona famiglia, viene licenziata dal suo capo – c’è da dire che per quanto il vestito fosse bello, siamo in un’epoca simile al Novecento. Ma, inaspettatamente, appare un nuovo committente rimasto molto colpito dal suo ultimo lavoro, e ci tiene ad assumere Frances come sarta personale, pagandola pure profumatamente.

L’inghippo, come ogni affarone, è che questo committente vuole restare anonimo. Frances va all’appuntamento prestabilito e si ritrova ad avere molta affinità con questa persona misteriosa – parlano di moda, stiliste famose, si provano vestiti, fino a quando uno dei due inciampa. Eccola la sorpresa perché il committente si scopre essere il figlio del re, il principe Sebastian. Scandalo! Ma non per Frances, che vuole comunque tenere il lavoro, e i due si ritrovano quindi a fare un patto: la sarta non dirà a nessuno di tutto questo, e Sebastian la renderà una stilista famosissima. Nasce così una relazione tra uscite segrete, sogni ed ambizioni, sfilate di moda, riflessioni sulla propria identità e responsabilità; rimane sempre però il pericolo imminente che qualcuno scopra questo segreto e che lo usi a suo vantaggio.

Sebbene penso che, per il suo approccio, questo fumetto sia rivolto più ad un pubblico adolescente, il suo messaggio vale per tutte le età e generi: non solo essere sé stessi è meraviglioso e stupendo, ma se si continuano a soffocare questi tentativi di espressione ci saranno conseguenze gravi e dolorose per le persone colpite e quelle che vi stanno attorno (famiglia, amici, partner). Questo può valere per tematiche ovviamente LGBT+, come per qualsiasi altra forma di discriminazione. Quando Sebastian indossa quel che vuole, quei vestiti che gli sembrano bellissimi ed adatti a lui, diventa splendente, bellissimo ed affascinante, sicuro di sé; ma fino a quando si porterà questo segreto addosso, non potrà vivere tranquillamente ovunque vada, mettendo in difficoltà anche Frances ed il suo lavoro, perché tutto deve restare nell’ombra.

Questo non è affatto un’allusione a “tutti dovrebbero fare coming out, smettere di vivere nella vergogna e nel segreto perché è più bello vivere allo scoperto“, assolutamente no! La segretezza, purtroppo, è ancora uno strumento per rimanere al sicuro, per difendersi da aggressioni, violenze ed abusi. Quindi semmai, come sempre, è un messaggio rivolto alla società in generale: dovremmo tutti poter essere noi stessi in totale sicurezza. Poi se i vestiti che indosso ti fanno schifo è un altro discorso. A chi ha difficoltà ad accettarsi o venire fuori dal guscio, a chi ha paura di mostrarsi agli altri per com’è veramente, a chi vuole vedere buona rappresentazione LGBT+ e una carina storia d’amore, ma soprattutto dei vestiti stupendi, consiglio Il Principe e la Sarta di Jen Wang.

L’appuntamento con i fumetti e con Vale Massobrio è anche in radio, anche in streaming, ogni martedì a partire dalle 14 nel programma Gen Z di Clarissa Deleani.