Sanremo ricorda Luigi Tenco morto suicida 55 anni fa durante il Festival del 1967

SANREMO – C’è sempre stata poca luce sui fatti riguardanti la morte di Luigi Tenco, alcuni parlano di omicidio altri di suicidio. La cosa certa è che nella notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1967 il cantautore nato a Cassine in provincia di Alessandria è stato trovato morto nella sua camera d’albergo all’hotel Savoy di Sanremo. L’indagine della polizia archiviò il caso come suicidio ma da successivi rilievi venne fuori che l’arma da cui era partito il colpo letale, una calibro 22, assomigliava a un’altra pistola tenuta in camera da Tenco.

Il cantante in quei giorni era in gara al Festival in coppia con Dalida con Ciao, amore Ciao. Tenco, come si è sostenuto a suo tempo, soffriva di depressione. Dopo l’esibizione era andato a cena con la partner canora ma una volta giunto al ristorante aveva deciso di tornare subito in albergo. La canzone venne immediatamente eliminata dalla giuria. Appena rientrato in hotel effettuò due telefonate: la prima a Ennio Melis capo della Rca, la seconda alla sua fidanzata. Un’ora dopo il corpo di Tenco ormai privo di vita verrà ritrovato da Dalida e dall’amico Lucio Dalla. Il cadavere del cantante riportava una ferita da arma da fuoco alla tempia. Nella stanza fu anche rinvenuto un biglietto scritto a mano, attribuito al cantautore dopo diverse perizie.

L’interesse sul caso Tenco si è riacceso nel 2013, quando i giornalisti Pasquale Ragone e Nicola Guarneri hanno contestato agli inquirenti diversi elementi. Per i due giornalisti, infatti, Tenco non avrebbe mai premuto il grilletto e la pistola non sarebbe mai entrata nella stanza 219 dell’hotel Savoy. Gli inquirenti, nonostante i nuovi dubbi portati avanti dalla coppia, non ritennero di dover riaprire il caso. Il 27 febbraio è trascorso il 55esimo anniversario dalla morte del cantautore. Tenco salutò il mondo con questo biglietto: “Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perchè sono stanco della vita ma come un atto di protesta verso un pubblico che manda ” Io, tu e le rose” in finale e ad una commissione che seleziona “La rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao, Luigi“.

In molti, ora, si chiedono se nel corso del Festival targato Amadeus, Luigi Tenco verrà ricordato.