L’urbanismo tattico per ridisegnare le città e renderle più vive
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RADIOGOLD – Torniamo a immaginare prospettive nuove per le città della provincia, a cominciare da Alessandria, prossima alle elezioni. Questa volta quindi parliamo dell’urbanistica tattica, un modo di cambiare il volto ai comuni senza investire grosse cifre. Il principio è quello del miglioramento degli spazi pubblici rendendoli più gradevoli per chi li usa. Il processo è variegato e va dal miglioramento di luoghi di solito riservati alle auto, garantendo maggiore sicurezza, al ripensamento totale delle aree in questione grazie alla creazione di spazi di aggregazione e socialità.

Le azioni possono essere diverse, dalle più semplici, come nel caso della verniciatura dell’asfalto, a una collocazione di arredi o piante che restituisca un volto completamente nuovo all’area su cui si è agito. Il termine “urbanismo tattico” è stato inventato dagli architetti statunitensi Mike Lydon e Anthony Garcia per identificare un insieme di interventi avvenuti in alcune città nordamericane. La prima grande realtà ad applicare questo principio è stata New York con la pedonalizzazione, lanciata nel 2009 da Bloomberg, di Times Square. Una azione questa che ha comportato anche un calo degli incidenti stradali del 60% nello snodo e di lesioni ai pedoni  .

Le applicazioni di questo approccio urbanistico prevedono per esempio la “depavimentazione” di alcune aree urbane, ricollocando la terra al posto dell’asfalto. Un’altra possibilità è quella data dal “Pavement to Plazas/to Parks” con la trasformazioni di luoghi ad alta concentrazione viabile convertiti in piazze pubbliche con tavoli e sedie, vernici, fioriere, alberi e attrezzi per i giochi. Rientrano nell’urbanismo tattico anche le “Play Streets“, parcheggi che diventano parchi giochi, o spazi anche solo temporanei per poter camminare, pattinare o sedersi a fare due chiacchiere. Questo modo di pensare, visto il coinvolgimento in diversi casi dei parcheggi, non è però ostile al mondo del commercio. In molti casi infatti i progetti permettono ai commercianti di appropriarsi degli spazi davanti al negozio favorendo una maggiore visibilità e fruizione. Un po’ come sta avvenendo a Barcellona con un percorso ad hoc. L’importante però, spiegano i sostenitori di questo approccio è sempre condividere i progetti e spiegarli per evitare che siano imposti dall’alto e quindi destinati a fallire.

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ALCUNI ESEMPI DI URBANISMO TATTICO

A Milano il Comune è intervenuto nell’intersezione tra le Vie Spoleto/Via Venini nel cuore del quartiere NoLo. Ha così trasformato un “non luogo” in una piazza da vivere grazie a piante, rastrelliere, tavoli da pic nic e ping pong e panchine.

Nel video di seguito invece un esempio di urbanismo tattico a Barcellona: