La bici (e 50 euro al mese) per andare a lavoro: il buon esempio di Parma per una città più vivibile

PARMA – La nostra rubrica in vista delle elezioni ad Alessandria torna a suggerire idee interessanti intercettate da altre città. Uno spunto costruttivo arriva questa volta da Parma, città molto simile per dimensioni ad Alessandria, che da qualche anno sta cercando di promuovere una mobilità sempre più sostenibile. La città emiliana ha infatti aderito al progetto Bike to Work che prevede fondi a chi favorisce l’utilizzo delle bici al posto dei veicoli. Il principio parte dalle tristi premesse in cui versa la pianura Padana: il forte inquinamento causato dalle polveri fini.

Per mitigare questo scenario e ridurre un uso indiscriminato dei veicoli è nata quindi la campagna che premia i lavoratori propensi a utilizzare le bici per recarsi al lavoro. Gli incentivi sono tangibili e concreti, e prevedono un contributo massimo di 50 euro al mese o un rimborso di 20 centesimi a chilometro per il tragitto casa-azienda. Sono le singole imprese che aderiscono al progetto relazionandosi con l’amministrazione che si limita a monitorare il corretto approccio di imprese e cittadini. L’utilizzo delle bici e il chilometraggio vengono registrati da una applicazione che in questo modo certifica il corretto impiego dei fondi pubblici. Dal punto di vista economico lo sforzo del Comune è ridotto perché beneficia dei fondi previsti per la mobilità sostenibile, in questo caso regionali, che devono essere integrati anche dall’ente per il 30% del totale erogato. In quest’ultimo caso però nella percentuale sono compresi anche il costo ore di lavoro da parte del mobility manager o le campagne di comunicazione. “Questo progetto – ha spiegato a RadioGold Marco Ronchei, responsabile della struttura operativa Mobilità sostenibile di Parma – ha avuto un progressivo successo partendo da 17 aziende aderenti a 43 nel 2021 e in ulteriore grossa crescita nel 2022, forse complice anche la crisi energetica di quest’anno“. Va da sé che un disegno di questo tipo porta ad una accelerazione delle politiche pensate per rendere le città più a misura d’uomo con un numero maggiore di percorsi pedonali e ciclabili e quindi anche a una visione complessiva del centro storico maggiormente vivibile e ospitale. In Piemonte Cuneo ha avviato un percorso analogo nel 2021, esteso anche nel 2022.