Per la rubrica Ecce Liber la recensione di Femminismo interrotto di Lola Olufemi
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RADIOGOLD – Che il femminismo sia un tema caldo in questo periodo storico è indubbio. È il motore delle associazioni, vengono stampati slogan sulle magliette, sugli striscioni, se ne parla e si commenta costantemente su Twitter, Facebook, Instagram, creando veri e propri dibattiti socio-culturali. Essere femministi oggi fa tendenza, come dice Lola Olufemi, autrice di Femminismo interrotto, pubblicato da Giulio Perrone Editore.

In questo libro l’autrice prova a distinguere la corrente femminista dal consumismo imperante verso di essa. Rivendica con forza: il femminismo non è una merce da acquistare ma un’ideologia da portare avanti, che può cambiare il mondo. Appoggia le fondamenta ideologiche e argomentative sulle due correnti predominanti del femminismo ossia quello radicale e transazionale, criticando aspramente l’ala neoliberale. La colpa che l’autrice vuole mettere in luce è quella di non aver prestato abbastanza supporto alle categorie di minoranza come le donne nere o i/le transessuali.

Lola Olufemi tenta di mostrare i limiti del femminismo liberale, specie quello che si muove sul territorio anglosassone, analizzando le criticità della corrente. Grida di rabbia anche contro lo Stato, che nel capitolo a lui dedicato è uno Stato sessista, che sostiene tacitamente la cultura patriarcale e lascia indietro le donne. Interessanti i capitoli sulle sex worker, la transmisoginia, l’islamofobia e il consenso. Più che essere un saggio, è un manifesto femminista, “un canto furioso, un inno per gridare la rabbia”. Femminismo interrotto è una disamina sul potere, sulla negazione dei diritti, sulla giustizia. Come ogni libro politico, apre le porte al dibattito. A volte si ha la sensazione che il libro abbia un limite di accessibilità sia contenutistico sia sintattico, malgrado l’autrice chiarisca – e lo chiarisco anch’io – che chiunque possa leggere e comprendere ciò che dice. A prescindere che si possa essere d’accordo o meno, questo è un manifesto figlio dei nostri tempi. Invito alla lettura non per convertire al pensiero femminista, ma per farvene uno vostro.

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La recensione è stata scritta dallo scrittore Simone Sciamè, già autore del libro Pane e Sabbia, una serie di racconti intensi e tutti da scoprire.