Ecce Liber: con “L’era della suscettibilità” si indaga l’indignazione del XXI secolo

RADIOGOLD – Ci siamo già indignati oggi? Su chi abbiamo puntato il dito? Ma l’indignazione dell’altro ieri ce la ricordiamo ancora? Giudicare una frase senza contesto, prendere sul serio una battuta, indignarsi prima di ragionare, ricercare spasmodicamente un colpevole, allestire il patibolo social, fare premesse prima di esprimere un’opinione borderline, appellarsi al neolinguaggio, dare del fascista o del radical chic a chiunque per indicare destra e sinistra, valorizzare per una persona per il colore della sua pelle o per gameti e non per le sue capacità: tutto questo è l’era della suscettibilità, l’epoca in cui stiamo vivendo, secondo Guia Soncini.

Edito Marsilio, L’era della suscettibilità è un pamphlet di 190 pagine che diverte e fa riflettere. In un’epoca in cui i social hanno contribuito a creare schieramenti (quella dei buoni e quella dei cattivi – se non sei d’accordo con noi sei cattivo), la giornalista cerca di dimostrare che sui social le persone preferiscono cercare l’indignazione quotidiana al dialogo, sentire anziché riflettere. Ne sono la dimostrazione le lettere di minacce, di inviti al licenziamento e le risposte non argomentate. Tra le righe si legge una sottile ma intensa critica al progressismo, alla sinistra più radicale. Critica che emerge attraverso i temi della cancel culture e il politicamente corretto. Guia Soncini divide il libro in capitoli di facile lettura. Con una scrittura tagliente e sarcastica riesce a centrare i punti salienti della politica e del dibattito su Twitter. Da quando siamo diventati così suscettibili? Quando abbiamo cominciato a offenderci così spesso per le opinioni altrui? Siamo sicuri che censurare il pensiero degli altri sia produttivo e onesto per la società? Questi sono alcuni degli interrogativi che si pone l’autrice.

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Un libro necessario per osservare le dinamiche social e uscirne con eleganza e consapevolezza, per incentivare le persone allo spirito critico, per trovare il coraggio di avere la libertà di esprimersi senza il timore di passare dalla parte del torto e subire la lapidazione quotidiana. Un invito a superare la suscettibilità, a non cadere nella retorica vittimista e non prendere tutto troppo sul serio.

La recensione è stata scritta da Simone Sciamè, giovane autore alessandrino di Pane e Sabbia una raccolta di racconti tutta da vivere e leggere.