I 10 libri più venduti in Italia nel mese di gennaio 2022

RADIOGOLD – “Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere“. A scriverlo è Daniel Pennac nel suo libro Come un romanzo. Ed è proprio con questa frase che ci accingiamo a raccontare la classifica dei 10 libri più venduti nel mese di gennaio 2022.

In prima posizione troviamo Le ossa parlano di Antonio Manzini. Un medico in pensione scopre nel bosco delle ossa umane, si tratta del cadavere di un bambino. Michela Gambino della scientifica di Aosta riesce a determinare i principali dettagli: circa dieci anni, morte per strangolamento, probabile violenza. Parte così l’indagine tra le più crudeli di Rocco Schiavone. Secondo posto per Fabbricante di Lacrime di Erin Doom. Tra le mura di un orfanotrofio in cui Nica è cresciuta si raccontano da sempre storie e leggende a lume di candela. La più famosa è quella del fabbricante di lacrime, un misterioso artigiano dagli occhi chiari come il vetro, colpevole di aver forgiato tutte le paure e le angosce che abitano il cuore degli uomini. A diciassette anni per Nica il suo sogno più grande, infatti, sta per avverarsi. I coniugi Milligan hanno avviato le pratiche per l’adozione e sono pronti a donarle la famiglia che ha sempre desiderato. Nella nuova casa, però, Nica non è da sola. Insieme a lei viene portato via dal Grave anche Rigel, un orfano inquieto e misterioso.

Medaglia di bronzo per La canzone d’Achille di Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, che rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce. Esce dal podio invece Zerocalcare con La profezia dell’armadillo. Artist edition: cinque anni dopo l’uscita in libreria della versione “colore 8-bit”, La profezia dell’armadillo torna in libreria in questa bellissima Artist Edition. La storia torna al bianco e nero con retini grigi della versione originale autoprodotta, ma il volume è più grande, per far risaltare meglio i disegni, ed è preceduto da una storia inedita di dodici pagine.

adv-678

In quinta posizione troviamo poi Una vita come tante di Hanya Yanagihara. Si tratta di una storia epica e magistrale sull’amicizia e sull’amore nel XXI secolo, venendo conosciuto come il più importante romanzo letterario del 2015. Il romanzo è un racconto doloroso e spiazzante, scioccante e magnetico. Vasto come un romanzo ottocentesco, brutale e modernissimo per i suoi temi, emotivo e realistico, ha trascinato lettori e critica per la sua forza narrativa, capace di creare un mondo di profonda, coinvolgente verità. Torniamo così a Madeline Miller che con Circe si piazza in sesta posizione e racconta la vita della mitologica maga raccontata da Omero, innamorata di Odisseo e che trasformò i suoi compagni in maiali.

Settimo piazzamento invece per Donato Carrisi e il suo La casa senza ricordi. Un bambino senza memoria viene ritrovato in un bosco della Valle dell’Inferno, quando tutti ormai avevano perso le speranze. Nico ha 12 anni e sembra stare bene: qualcuno l’ha nutrito, l’ha vestito, si è preso cura di lui. Ma è impossibile capire chi sia stato. La sua coscienza è una casa buia e in apparenza inviolabile. L’unico in grado di risvegliarlo è l’addormentatore di bambini: Pietro Gerber che dovrà scoprire quale sia la sua storia. Permane nella top ten la resistentissima Valerie Perrin che con il suo romanzo Cambiare l’acqua ai fiori, che racconta la vita di Violette Toussaint, guardiana di un cimitero di una piccola cittadina in Borgogna, resta da mesi saldamente tra le autrici più vendute.

Penultima posizione per Toshikazu Kawaguchi e Il primo caffè della giornata fortunato seguito de Finché il caffè è caldo che si trova in ultima posizione. Bisogna sapere che in Giappone esiste una caffetteria speciale. Si narra che, bevendo il caffè, sia possibile rivivere un momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare la persona che non doveva sfuggire. Si narra che facendo quel piccolo gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare: non bisogna, per nessuna ragione, finire il caffè dopo che si è raffreddato.