A spasso per l’Alessandrino: il sentiero del pellegrino di Bruno Buffa
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ACQUI TERME – Armatevi di pazienza e tanta voglia di camminare, questo weekend vi portiamo nell’Acquese con un percorso tanto bello quanto impegnativo. Basti pensare che è lungo 35 chilometri e la sua durata è di circa 11 ore. Stiamo parlando del sentiero 531 è un lungo itinerario, realizzato in occasione del Giubileo del 2000 dalla sezione del Club Alpino Italiano di Acqui Terme. Il percorso collega la città termale a Tiglieto. L’itinerario è dedicato a Bruno Buffa, socio scomparso del Cai acquese che fu tra gli ideatori del percorso. Di seguito la descrizione dal sito della Provincia di Alessandria.

Il percorso parte in Piazzale Pisani (Zona Bagni) ad Acqui Terme. Una volta presa la strada asfaltata di sinistra (indicazione stradale per Lussito) si sale con alcuni tornanti fino a superare la zona degli alberghi, poi si svolta decisamente a destra in una piccola stradina asfaltata e dopo pochi metri si gira a sinistra, si abbandona l’asfalto e ci si immette su un sentiero che risale il versante boscato. All’uscita del bosco, nei pressi di alcuni ripetitori si svolta a destra e si imbocca una panoramica strada consortile che conduce ad un incrocio, ove bisogna proseguire diritti e dove, dopo pochi metri, bisogna tenere la destra per imboccare il sentiero che sale di quota e si snoda in un ambiente caratterizzato dalla ricca e colorata presenza della ginestra (Spartium junceum) e che conduce in breve tempo al Monte Marino.

Lasciata sulla destra la variante 531 A che ritorna verso Acqui passando per la frazione Lussitto, si prosegue in piano su una stradina campestre che conduce in breve al castello di Ovrano; aggirato il complesso, oggi sede di un’azienda vitivinicola e bed & breakfast, si prosegue in leggera discesa su strada inghiaiata fino a giungere ad un incrocio che a destra combacia con la variante 531 B per Acqui Terme, mentre il percorso principale prosegue diritto su mulattiera e poi su sentiero fino ad arrivare alla linea di crinale molto panoramica, tra cespugli di ginestra e biancospino (Crataegus monogyna).

Si prosegue sul crinale fino a giungere all’incrocio con la strada asfaltata, si svolta a destra e dopo un breve tratto si rientra nel bosco con una secca svolta a sinistra, proseguendo su un sentiero, che giunge alle pendici del Monte Capriolo e, in corrispondenza di un piccolo calanco, si ritrova la strada asfaltata. Si svolta a destra in direzione delle case di Valle Croce, nei cui pressi si diparte sulla destra la variante 531 C, si percorre un tratto di asfalto fino al primo bivio, dove si svolta a sinistra e si prosegue su asfalto in discesa, fino ad una vecchia costruzione in pietra, dove si prende il sentiero che attraversa una zona prativa, si porta sulla sinistra e giunge al guado sul rio Verazza; superato il rio si incomincia a risalire il versante boscato tra piante di roverella (Quercus pubescens) e orniello (Fraxinus ornus).

Il sentiero giunge infine all’uscita dal bosco ricongiungendosi con la strada comunale dove si svolta a sinistra e si perviene in poco tempo al piccolo paese di Ciglione; arrivati all’altezza della chiesa si gira a destra in direzione della Pro Loco della frazione: qui giunti, si svolta a sinistra e si continua a scendere di quota passando tra le ultime abitazioni del paese e proseguendo su mulattiera si arriva sul fondovalle. Pochi metri prima di giungere ad un corso d’acqua, il sentiero svolta a sinistra e dopo poche decine di metri si giunge al guado sul rio; dopo averlo superato si incomincia l’erta salita sul versante seguendo un percorso un po’ tortuoso e impegnativo tra gli alberi, facendo bene attenzione alla segnaletica presente. Al termine della salita si giunge sull’asfalto, si svolta a destra in direzione delle case Cherpione e si prosegue per poche centinaia di metri svoltando a sinistra poco dopo le abitazioni. Si scende in una nuova vallata, sul cui fondo scorre un rio, guadato il quale si prosegue seguendo la sua destra orografica e giungendo infine ad un cancello, in corrispondenza del quale si trova un passaggio, che permette di giungere alla strada asfaltata.

Si gira a destra in direzione delle case Valle e all’altezza della chiesetta si svolta e si scende verso il punto di guado sul rio dei Tre Aberghi (bisogna fare attenzione ai periodi di pioggia, quando il rio è ricco d’acqua e il guado diventa più impegnativo). Il percorso si snoda sul versante innalzandosi lentamente rispetto al piano di scorrimento del rio all’interno di un fitto bosco di acero di monte (Acer pseudoplatanus), nocciolo (Corylus avellana) e poi di castagno (Castanea sativa), finché giunge in un tratto più aperto e panoramico e scorre tra cespugli di erica arborea (Erica arborea) ed estesi affioramenti rocciosi. La mulattiera rientra all’interno del bosco ed in questo tratto si incontrano i resti di uno degli antichi “aberghi” della valle (essiccatoi per castagne), finché si giunge al bivio con un’altra mulattiera, dove bisogna girare a destra proseguendo tra vigneti e case isolate per poi rientrare nuovamente nel bosco.

Il percorso giunto sul fondovalle incontra i ruderi di altri due antichi aberghi e poi prosegue all’interno del bosco, costeggiando il rio in un ambiente incantevole alla base di una bella parete rocciosa. Dopo aver guadato il rio si incomincia a risalire il versante boscato, proseguendo in costante ascesa fino a giungere ad un guado con ponticello in cemento, oltre il quale incomincia una larga carrozzabile inghiaiata. Poco dopo si incontra un antico mulino restaurato e fino a qualche anno fa di proprietà di Gino Paoli, poi si sale fino a giungere alla frazione di Toleto, all’altezza del cimitero.

Arrivati sull’asfalto dopo pochi metri si gira a sinistra per attraversare un’area a prato in direzione dell’area attrezzata della Pro Loco del posto (punto acqua, area pic-nic). Seguendo l’asfalto si arriva alla piazzetta del paese con la sua antica chiesa, si svolta a sinistra e si imbocca una stretta via fra le case e al primo incrocio si gira a destra; si abbandona la strada asfaltata e si svolta a sinistra per ritornare a camminare nel bosco.

Dopo un’ulteriore svolta a sinistra si sale verso le case Alberghino e, attraversata l’area a prato si giunge sull’asfalto, si svolta a destra e si continua a salire per arrivare sulla linea di crinale, dove si prende la strada asfaltata a destra, molto panoramica e piacevole; attraversata la SP208 si superano le case Vairera, giungendo all’incrocio con la SP210 all’altezza del Villaggio Mongorello. Si gira a sinistra verso la frazione Abbassi – Piancastagna, si supera il bivio con il sentiero 533 (che per un tratto si sovrappone al nostro itinerario) e in corrispondenza del bar-pizzeria “Bados” bisogna svoltare a sinistra per imboccare strada Valle Verde.

Al termine della strada asfaltata si gira a destra nei pressi di alcune abitazioni e ci si inoltra su sentiero in un bel bosco di castagni e poi ci si immette su una carrozzabile sterrata che ricalca la linea di crinale; per alcuni chilometri si cammina in un bellissimo ambiente caratterizzato da un antico rimboschimento a pino nero (Pinus nigra) e ricco di arbusti di ginepro (Juniperus communis) e erica (Erica arborea) e generoso di vedute panoramiche a 360 gradi.

Si prosegue sulla cresta superando due piccole aree di sosta, finché si giunge al bivio in cui termina la sovrapposizione tra il sentiero 531 e 533. Svoltando a destra si prosegue sul sentiero 533 indirezione Cascina Tiole e Piancastagna, mentre il sentiero 531 prosegue a sinistra continuando sul crinale in direzione delle case Bricco.
Il percorso incomincia a scendere di quota dolcemente, si abbandona la linea di crinale e ci si inoltra su un versante boscato ricco di castagni e roveri fino ad arrivare alle case Bricco; qui si trova l’indicazione di svolta a sinistra per scendere verso il paese di Olbicella e la discesa prosegue su una larga mulattiera. Si supera il bivio per Case Boli seguendo sempre la tratta principale, si giunge poi al bivio con le case Palareia e si prosegue diritti su fondo inghiaiato ed infine si percorre l’ultimo tratto su asfalto arrivando alla frazione di Olbicella.

Giunto alla frazione nei pressi della chiesa, il percorso svolta a destra e prosegue su asfalto per circa un km., finché giunge al ponte sul torrente Olbicella; dopo averlo superato si svolta immediatamente a sinistra in direzione Case Canobbio inoltrandosi su una strada inghiaiata che risale il corso dell’Olbicella ed in pochi minuti si giunge alla passerella in legno sul torrente Orba.

Dopo pochi metri si abbandona la carrozzabile inerbita, si svolta a destra e ci si inoltra su sentiero percorrendo un tratto erboso che costeggia e risale il corso dell’Orba fino ad arrivare ad un secco tornante a sinistra che prosegue in salita su un bel sentiero lastricato fino al successivo tornante e fino a giungere all’altezza delle Case Canobbio. Il sentiero prosegue sul versante, con scorci panoramici sul corso dell’Orba, poi piega a sud e raggiunge il crinale che segna il confine con la Regione Liguria; dopo aver superato un passaggio tra le rocce il percorso prosegue in una zona caratterizzata dalla presenza di molti ricacci di conifere, testimonianza del tentativo di rinascita del bosco in una zona colpita da incendio nel 2003.

In questo tratto del percorso, ormai in territorio ligure, bisogna prestare bene attenzione ai segnavia bianco/rossi che si susseguono tra gli alberi arsi e i paletti di legno. Superata questa zona il sentiero prosegue sul versante e in breve giunge ad un bivio in corrispondenza di un affioramento roccioso, dove bisogna tenere la sinistra.
Da qui il sentiero tende ad allargarsi ed in poco tempo si giunge sull’asfalto all’altezza di un ristorante-pizzeria, dove si trova il Passo della Crocetta. Svoltando a destra su asfalto si raggiunge il paese di Tiglieto dopo circa 2 km di cammino; presso il paese ci sono alcuni esercizi commerciali ed è presente un punto di informazione turistico del Parco del Beigua, nei pressi della chiesa.

Scarica qui la mappa del sentiero