ACQUI TERME – Agiva di notte per derubare i pazienti, in particolare quelli anziani. Dopo mesi di indagini un infermiere dell’ospedale di Acqui Terme è stato interdetto per 12 mesi dalla professione. Il provvedimento è scattato dopo che il 45enne ovadese è stato denunciato per tentata rapina, furti aggravati e detenzione di sostanze dopanti. Le indagini dei Carabinieri di Acqui erano iniziate diversi mesi fa, dopo la segnalazione di diversi furti avvenuti a danno di alcuni ospiti della struttura ospedaliera.

Grazie a diverse testimonianze e alle immagini dell’impianto di videosorveglianza i Carabinieri hanno concentrato i sospetti sull’uomo, notato vicino alle stanze dei pazienti proprio in concomitanza con gli orari dei furti. Il 45enne, inoltre, lavorava in un altro reparto dell’ospedale e per lui non c’era alcun motivo di sostare nel Pronto Soccorso e in Rianimazione. Continua dopo il banner

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La svolta è arrivata a maggio, quando l’uomo è stato visto dal personale medico uscire dalla stanza di un’anziana signora ricoverata. Poco dopo una infermiera ha notato che la paziente sembrava stordita e confusa. Nel suo sangue, infatti, sono state trovate tracce di benzodiazepine, un medicinale non inserito nella terapia né assunto in altro modo. Dopo essersi ripresa grazie all’immediato intervento dei medici, la donna ha raccontato ai Carabinieri di aver visto l’uomo somministrarle un farmaco e poi rovistare nei cassetti.

Nella successiva perquisizione dell’abitazione e dell’armadietto dell’uomo i Carabinieri hanno trovato diverse fiale e pasticche di sostanze dopanti (foto in basso).

In casa inoltre sono state rinvenute attrezzature ospedaliere, kit di pronto soccorso e blocchetti di ricette mediche ancora in bianco, materiale ritenuto provento di furto dall’ospedale acquese.

È stato lo stesso 45enne a confessare, ammettendo la responsabilità della tentata rapina alla signora e di altri quattro furti, avvenuti tra lo scorso dicembre e maggio. I Carabinieri hanno chiesto all’Autorità giudiziaria un provvedimento di custodia cautelare per l’uomo ma il giudice ha ritenuto sufficiente l’interdizione dalla professione per 12 mesi.

Per un anno, quindi, non potrà svolgere l’attività di infermiere né in nosocomi pubblici né in quelli privati.