adv-59

ALESSANDRIA – La terza riunione del nuovo Osservatorio Ambientale “di prossimità”, insediato ad Alessandria a inizio settembre e presieduto dal dirigente del settore Ambiente della Provincia di Alessandria, Claudio Coffano si è riunito mercoledì e tra gli argomenti principali trattati ha affrontato la situazione dei cantieri e siti di deposito “dove vi è presenza di amianto al di sotto della soglia di legge, e in particolare: in territorio piemontese il cantiere Radimero, il deposito intermedio Romanellotta e il deposito definitivo Clara e Buona; in Liguria il cantiere Cravasco e il deposito Cava Castellaro”.
Per quanto riguarda il cantiere Radimero, nel comune di Arquata Scrivia, lo scavo in corso con Tbm si svolge in un particolare tipo di rocce costituite da materiale di tipo sedimentario. In questo caso, a differenza delle pietre verdi, “la presenza di tracce di amianto è costante e finora ha registrato concentrazioni sempre molto basse (oscillano al di sopra e al di sotto della soglia che gli strumenti sono in grado di rilevare, di 120 mg/kg) e comunque molto inferiori al valore che farebbe scattare la qualifica di rifiuto pericoloso (oltre 1000 mg/kg). La presenza di queste rocce era prevista dal modello geologico di riferimento del Protocollo amianto e le operazioni di scavo procedono quindi regolarmente, adottando tutte le precauzioni per la salute dei lavoratori già previste, notificate e ritenute idonee dall’Asl, servizio Spresal. Occorre anche ricordare che lo scavo meccanizzato con la “talpa” favorisce condizioni di maggiore sicurezza per gli operai perché la terra esce dal nastro trasportatore già bagnata e quindi la possibilità di dispersione in aria delle fibre di amianto è praticamente nulla“.
Per quanto riguarda la tutela dell’ambiente e dei cittadini “sono attivi i controlli previsti dal Protocollo amianto per il massimo livello di attenzione e cioè la misurazione delle fibre in aria 24 ore su 24 in tutti i punti di monitoraggio: sorgente (cioè l’area di scavo), la prima cintura (cioè il perimetro del cantiere) e la seconda cintura (cioè l’ambiente di vita). La concentrazione di fibre nell’aria non ha mai superato la soglia limite di 1 al litro”.
Contemporaneamente “sono stati attivati i controlli previsti dal Protocollo amianto per i depositi intermedio Romanellotta e definitivo Clara e Buona, dove viene conferito il materiale estratto dal cantiere Radimero, e cioè la misurazione della qualità dell’aria alla sorgente e in prima cintura. Tutti i controlli eseguiti hanno dato esiti inferiori ai livelli di riferimento adottati (1fibra/litro per la prima cintura). Nel corso della riunione è stato approfondito anche il caso – diverso da Radimero sia per il tipo di rocce scavate sia per la tipologia di scavo, in tradizionale – del cantiere Cravasco, nel comune ligure di Campomorone: grazie ad un preventivo sondaggio in avanzamento a scavo fermo, si passerà a breve da una situazione di assenza di pietre verdi e di amianto al rinvenimento di pietre verdi contenenti amianto anche in concentrazioni sopra soglia (1000 mg/kg).
In questo caso, per tutelare la sicurezza dei lavoratori, si è reso necessario interrompere lo scavo e attrezzare la galleria secondo quanto indicato dal codice di scavo in presenza di amianto nell’aria oltre le 2 fibre al litro. Analogamente presso il deposito Cava Castellaro, che riceve il materiale di scavo dal cantiere Cravasco, sono state attivate le misure di tutela ambientale previste dal Protocollo amianto”.

“Sia per il cantiere che per il sito di deposito si è quindi presentata una nuova notifica all’Asl presidio Psal e alla Polizia mineraria della Liguria che, diversamente dalla Regione Piemonte, afferisce all’Asl e non al Settore regionale Cave e miniere. Il sindaco di Campomorone, presente alla seduta, ha avuto la possibilità di acquisire informazioni su molti particolari operativi così da poter dare la giusta informazione alla cittadinanza. In particolare è stata data rassicurazione sull’avvenuta attivazione di centraline di monitoraggio della qualità della aria anche a Cava Castellaro”.
“L’Osservatorio ha poi discusso sulle modalità di diffusione dei dati ambientali ai proprietari dei siti su cui insistono punti previsti dal monitoraggio ambientale. Ha inoltre dato mandato ad Andrea  Carpi, referente del Settore Ambiente della Regione Piemonte e coordinatore del Gruppo di lavoro amianto, di convocare una riunione per procedere celermente con l’aggiornamento del Protocollo amianto. Inoltre si è stabilito che il consorzio Cociv relazioni mensilmente sui risultati del monitoraggio ambientale eseguito con particolare riferimento ai dati che evidenzino criticità non imputabili ai propri lavori, mentre in caso di anomalie connesse alle lavorazioni verrà data comunicazione immediata in analogia a quanto previsto per la presenza di amianto. Il Consorzio si è impegnato a fornire all’Osservatorio Ambientale, con un anticipo di almeno 15 giorni rispetto alla consegna dei lavori ai nuovi appaltatori, le relazioni sullo stato ambientale dei cantieri. Queste relazioni dovranno contenere una descrizione dettagliata e puntuale della situazione ambientale del cantiere all’avvio dei relativi lavori e costituiranno il riferimento per le successive verifiche ambientali da parte degli enti di controllo”.

La prossima riunione dell’Osservatorio si terrà martedì 7 novembre alle 10.00 a Genova in seduta ristretta ai soli membri e nel pomeriggio effettuerà un sopralluogo presso il cantiere Cravasco, cui saranno invitate a partecipare le autorità locali interessate. Durante queste tre settimane i coordinatori dei diversi Gruppi di Lavoro riuniranno i propri tavoli di lavoro per poter portare alla riunione congiunta del 7 novembre i risultati raggiunti.

adv-578