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La struttura sanitaria di Alessandria Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo ha chiuso il 2012 in pareggio di bilancio, un dato che evidenzia sempre di più il ruolo chiave dell’ASO del capoluogo. Per l’occasione è stato diramato un report molto dettagliato, in nome di una sempre più marcata trasparenza. L’azienda ospedaliera ha una necessità finanziaria mensile di 20 milioni di euro. Al giorno sono 170 gli accessi al civile e all’infantile, 1320 i pasti serviti, 100 ricoveri e 4 i nuovi nati, in media. Ben il 70% del personale assunto è donna. “L’obiettivo del nostro Bilancio Sociale – ha spiegato il direttore generale Nicola Giorgione– è quello di fornire con trasparenza ai nostri interlocutori gli strumenti per comprendere i risultati raggiunti dall’amministrazione in un anno di attività, anche e soprattutto in termini di ricadute sulla collettività, oltre che per condividere programmi, progetti e risultati. Questo è il quinto anno in cui la nostra Azienda pubblica volontariamente il suo Bilancio Sociale: non abbiamo voluto mancare questo appuntamento, nonostante le crescenti difficoltà,perché riteniamo che sia dovere di un’Azienda Ospedaliera pubblicare il proprio rendiconto che non può che essere sociale, perché origina dall’uso di risorse comunidestinate a generare benefici per la società e perché sociale è il suo orizzonte di intervento”. Alla presentazione del bilancio sociale era presente anche l’assessore regionale alla Sanità, Ugo Cavallera: “intendo ribadire l’impegno costante della Regione, nelle sue varie articolazioni, alla risoluzione dei molti e complessi problemi di carattere generale che ci troviamo ad affrontare. La sanità piemontese è di buon livello, con punte di eccellenza: il nostro sforzo è di continuare a mantenerla tale, con un’attenzione particolare all’efficienza e alla compatibilità economica di tutto il sistema, alla prevenzione, all’appropriatezza delle cure e delle prestazioni, al rapporto ospedale- territorio, alla continuità assistenziale. Per quanto riguarda l’Azienda sanitaria ospedaliera di Alessandria, non posso che compiacermi per il positivo riscontro del recente Programma esiti di Agenas, che la colloca tra le prime in Italia. Sono certo che anche nel 2013 sarà all’altezza dei migliori standard qualitativi, grazie all’impegno di tutti gli operatori”.


Significative alcune cifre sulle donne vittime di violenza che hanno chiesto aiuto alla struttura alessandrina: la maggioranza ha tra i 25 e i 34 anni, è diminuita la percentuale delle italiane, intorno al 64.82%, mentre sono raddoppiati gli accessi al dipartimento di emergenza e accettazionedelle donne nordafricane. Solo nel 5% dei casi si tratta di violenze perpetrate da uno sconosciuto, il 28% delle violenze avvengono nella famiglia di origine, il 67% ad opera del marito, del compagno o di un ex fidanzato.