Contratti di convivenza: i notai fanno il primo passo, in attesa di futuri riconoscimenti da parte del legislatore
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Questo sabato, in tutta Italia, si svolgerà l’open day dedicato ai contratti di convivenza. L’iniziativa del Consiglio notarile è nata per rispondere alle richieste di un numero sempre crescente di cittadini. In Italia sta infatti progressivamente calando il numero di matrimoni, a fronte di un costante aumento di convivenze. Secondo l’Istat, infatti, già nel 2011 i matrimoni sono stati 12.870 in meno rispetto al 2010, mentre le convivenze hanno toccato quota 972.000, quasi il doppio rispetto alle 500.000 registrate nel 2007. Una tendenza riscontrabile anche in altri Paesi Europei, come Francia, Germania. Il Belpaese, però, ancora oggi non ha una legislazione in grado di garantire alla “famiglie di fatto” una serie di tutele, ad esempio dal punto di vista patrimoniale. Da qui nascono i contratti di convivenza che “esulano dal matrimonio, ma potrebbero essere comunque un primo passo per futuri riconoscimenti” hanno spiegato il Presidente del Consiglio notarile provinciale, Luigi Oneto, il segretario Raffaella Ricaldone e i consiglieri Lorenzo Patria e Rosalba Didonna.

I contratti di convivenza sono accordi che regolamentano “la vita in comune tra due soggetti” indipendentemente dal sesso. I notai hanno infatti deciso, da una parte di sopperire alle mancanze del legislatore e, dall’altra, di stimolarlo. I contratti di convivenza potrebbero essere definiti come dei ‘fogli in bianco’ che grazie alla consulenza dei notai, i conviventi potranno riempire con le proprie esigenze e necessità, ovviamente nel rispetto dei diritti e delle libertà altrui. Con i contratti di convivenza potranno essere ad esempio disciplinati gli aspetti patrimoniali delle convivenze e delle famiglie di fatto, dall’appartamento dove si vive alla divisione delle spese domestiche, dal mantenimento in caso di bisogno del convivente, la proprietà dei beni, e perfino organizzare un regime di comunione o separazione dei beni. Sono ammesse anche clausole volte a regolamentare i rapporti patrimoniali inerenti il mantenimento, l’istruzione e l’educazione dei figli, un obbligo, questo, comunque imposto ai genitori dalla Costituzione. Esclusi dai ‘contratti di convivenza” , invece, i rapporti successori, che la legge limita alle sole disposizioni testamentarie , vietando i cosiddetti patti successori. Dal contratto di convivenza, siglato di fronte a un notaio, nascono dei veri e propri obblighi giuridici a carico delle parti, per tanto, in caso di violazione di questi vincoli da parte di uno dei due conviventi, l’altro avrà titolo per rivolgersi a un giudice. Come qualunque altro contratto, anche quello di convivenza può essere sciolto per mutuo consenso, ma i conviventi possono comunque riservarsi una facoltà di recesso. Ben diversi, quindi, gli effetti di questo contratto rispetto all’iscrizione di una coppia nel Registro Comunale che dimostra solo ‘lo status di convivente”, ma non attribuisce particolari diritti.

Contratti di convivenza: i notai fanno il primo passo, in attesa di futuri riconoscimenti da parte del legislatore

I contratti di convivenza potranno essere sottoscritti a partire dal prossimo 2 dicembre e proprio da qui nasce l’Open day di sabato, organizzato dai notai. Ad Alessandria l’appuntamento è per sabato mattina dalle 10 alle 12 nella sede dell’associazione Cultura e Sviluppo, in piazza De Andrè. L’open day proseguirà poi anche nel pomeriggio. I notai saranno a disposizione dei cittadini anche dalle 15 alle 18 nella sede del consiglio notarile provinciale, in via Trotti 46 ad Alessandria.