adv-60

 

ALESSANDRIA – Un vero e proprio sistema di caporalato che, da Alessandria, smistava decine di braccianti in aziende agricole delle province di Asti e Cuneo. Il ritrovo avveniva alle prime ore del mattino, intorno alle 6, al quartiere Cristo di Alessandria. In via Campi diversi ragazzi stranieri si radunavano per poi essere accompagnati nelle vigne dove avrebbero lavorato per tutto il giorno, ad appena 5 euro l’ora.

Una consuetudine interrotta lunedì mattina grazie all’intervento sinergico di circa 70 Carabinieri, militari della Compagnia di Alessandria, insieme ai colleghi di altre compagnie e del Battaglione Mobile di Torino, tutti a supporto dei 14 ispettori del lavoro. È stato proprio l’Ispettorato di Alessandria e Asti a notare, a inizio giugno, degli assembramenti sospetti di persone in quella zona sempre alla stessa ora, e subito sono scattate le indagini e gli appostamenti, fino all’operazione del 18 giugno. I militari hanno così bloccato e identificato 52 lavoratori: 42 sono risultati senza un regolare contratto.

A gestire le operazioni era una macedone di 48 anni (S.D.), titolare di una agenzia di intermediazione con sede al quartiere Cristo. La donna è stata denunciata per intermediazione illecita e sfruttamento di manodopera.

“I lavoratori erano addirittura costretti a comprarsi stivali, guanti e forbici. Qualora fossero stati sprovvisti, avrebbero dovuto pagarli a caro prezzo dai committenti” ha sottolineato il direttore dell’Ispettorato del Lavoro Alessandria-Asti Sergio Fossati. Il totale delle violazioni amministrative contestate ammonta a circa 120 mila euro, 20 mila euro i contributi non versati.

adv-93

I ragazzi, tutti tra i 30 e i 35 anni, erano di diversa nazionalità: marocchini, senegalesi, tunisini, pakistani, macedoni e anche italiani. Due sono risultati clandestini e quindi denunciati. “Tutto è avvenuto in un clima tranquillo” ha sottolineato il Comandante provinciale dei Carabinieri Enrico Scandonei ragazzi hanno capito che erano vittime di un sistema e che i nostri controlli erano finalizzati alla loro tutela. Si sono ristorati e abbiamo dato loro da mangiare, visti tempi lunghi di attesa per espletare tutte le pratiche, sia al Comando Provinciale che all’Ispettorato del Lavoro”.

“Quello del caporalato è un fenomeno presente anche nel nostro territorio” ha proseguito il Colonnello Scandone “non stiamo parlando di un fenomeno così sviluppato come purtroppo avviene in altre regioni ma è importante mantenere sempre la guardia alta. Proprio a questo proposito i militari della Compagnia di Alessandria svolgono corsi di aggiornamento su questa pratica, tenuti dalle professionalità esperte come gli ispettori del Lavoro.”

La cooperativa finita nel mirino delle forze dell’Ordine si è vista sospendere l’attività e ha poi provveduto ad assumere i 42 lavoratori con un regolare contratto stagionale per i prossimi cinque mesi.

Sono ancora in corso le indagini per individuare i committenti e i responsabili delle aziende che interagivano con la società alessandrina. “La donna di 47 anni denunciata si faceva pagare almeno il doppio rispetto ai pochi euro elargiti ai braccianti. Per essere chiari era come se fosse un centro per l’impiego abusivo, tramite il passaparola in tanti avevano saputo di questa pratica in via Campi ed erano pronti ad accettare il lavoro anche in condizioni così sfavorevoli” ha precisato il Luogotenente Domenico Cortellino.

Le sei auto utilizzate per il trasporto dei lavoratori nelle varie aziende sono state sequestrate.