ALESSANDRIA – La notizia era attesa con ansia e ieri sera è arrivata. Alessandria avrà la facoltà di Medicina e Chirurgia. È stato firmato il decreto per attivare il corso universitario raggiungendo così un obiettivo inseguito da tempo con la grande soddisfazione del futuro Rettore, Giancarlo Avanzi. “Quando le forze politiche, le istituzioni e le università, soprattutto grazie all’impegno dell’attuale Rettore Cesare Emmanuel, vanno all’unisono verso un obiettivo condiviso il traguardo si raggiunge e questo è un grande risultato per tutti.”

Per l’Università del Piemonte Orientale questo si traduce con un aumento di 50 posti per il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia. Sarà perciò possibile aprire un secondo canale formativo ad Alessandria, che inizierà ad immatricolare già dall’anno accademico 2018/2019 – previo il superamento del test di accesso nazionale.

Una notizia, spiega ancora Avanzi che va oltre i confini dell’Ateneo: “Alessandria ha un ottimo ospedale e quindi ci sono tutte le potenzialità per la costruzione di un secondo polo di medicina nel capoluogo. Con in più ci sono le competenze del Dipartimento di Scienze, già insediato da diversi anni, siamo convinti che si farà bene. Certo occorrerà la collaborazione di tutti e bisogna essere convinti che 300 studenti in più di Medicina ad Alessandria sono una risorsa importante e sarà necessario trovare il modo di riceverli non solo dal punto di vista delle aule e della didattica ma anche dell’accoglienza. Solo così si potrà creare la base del futuro dei medici nell’area alessandrina”. Alessandria in sostanza deve ora dimostrare la sua tanto ambita volontà di diventare città universitaria lavorando sulle infrastrutture “con la collaborazione di tutti“.

Dalla sede del Rettorato i vertici dell’Ateneo esprimono la grande soddisfazione per la notizia: «È una notizia che attendevamo da settimane e non possiamo che essere pienamente soddisfatti: sia per l’apertura del corso ad Alessandria, sia, soprattutto, perché si tratta di un risultato condiviso tra Università e tutti gli enti territoriali che fin dall’inizio hanno fatto squadra, condividendo ampiamente questo progetto e adottando un unico orientamento. È inoltre un successo collettivo che va a potenziare la presenza universitaria d Alessandria».

Alessandria riparte con l’apertura del corso di laurea in Medicina e Chirurgia – ha dichiarato il sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco – Un altro tassello importante che conferisce alla città nuove opportunità di sviluppo. Come sindaco mi ero assunto questo impegno in campagna elettorale e, quindi, oggi non posso che essere felicissimo del risultato ottenuto e ringraziare tutti coloro che hanno creduto e voluto perseguire questo obiettivo. Il risultato ottenuto è la riprova che il lavoro in sinergia fra le Istituzioni non può che portare a raggiungere traguardi qualificanti che hanno una ricaduta positiva per la crescita di tutta la comunità. La nostra amministrazione crede e si impegna per l’Università in Alessandria come forza di sviluppo e di crescita“.

Il corso partirà dal primo ottobre 2018 con la partenza del primo anno.

Ho lavorato a lungo, come coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, per raggiungere questo obiettivo, con le  istituzioni del territorio” ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta “Sono particolarmente soddisfatto perché i 50 futuri medici che si formeranno ad Alessandria faranno il loro tirocinio all’Azienda ospedaliera che diventerà sede di formazione sul campo. Con l’aumento dei posti disponibili diamo le prime risposte concrete alla carenza di medici che è una delle emergenze nazionali sulle quali stiamo lavorando e che abbiamo rappresentato al Ministro della Salute nel nostro primo incontro istituzionale”.

Soddisfatto anche il capogruppo Pd in regione, Domenico Ravetti, autore del post su facebook che ha annunciato la bella notizia. Una notizia che lui stesso ha definito “storica per il territorio alessandrino perché finalmente abbiamo la certezza dell’attivazione in collegamento con l’azienda ospedaliera. Avremo non solo una opportunità formativa ma anche la possibilità di aumentare le eccellenze nel campo sanitario alessandrino. È un momento quindi di straordinaria importanza.” Già con uno sguardo in avanti come anticipa Ravetti che guarda al prossimo obiettivo: “Noi non dobbiamo cedere rispetto all’obiettivo di riconoscimento dell’istituto di cura e ricovero a carattere scientifico. Può diventare un attrattore di risorse pubbliche e private per la ricerca. Noi in questo ambito abbiamo particolari problematiche per le patologie ambientali a partire dal mesotelioma e quindi abbiamo conoscenze, saperi, talenti e competenze per sviluppare la ricerca”.