VALENZA – Dare anche ai ragazzi la possibilità di descrivere le bellezze di Valenza per parlare un linguaggio più adatto ai tempi e smart. Questo è Valenza Museum, il progetto che ha coinvolto le classi quarte dell’ Istituto Superiore Cellini di Valenza, I.T.E Noè e Liceo Scientifico/Linguistico Alberti. Gli studenti hanno costituito un’ azienda simulata per poi identificare come obiettivo la creazione di un museo diffuso, Valenza Museum appunto, destinato alla valorizzazione e pubblicizzazione di Valenza e dei luoghi che ne rappresentano la forza.

Il lavoro ha portato alla creazione di sei percorsi cittadini distinti in “Aree urbane“, “Percorso del gioiello“, “Percorso Extra Urbano Paesaggistico“, “Percorso Storico“, “Percorso culinario” e “Percorso monumentale“. Ognuno dei vari itinerari è stato approfondito attraverso un excursus storico-culturale e corredato da diverse foto. Gli studenti hanno poi descritto ogni singolo monumento con informazioni  essenziali e utili a beneficio dei turisti. Definiti i contenuti, in modo chiaro e semplice, tutto è stato trasferito fisicamente su una ventina di targhe con i “qr code“, codici inquadrabili dai telefonini che permettono di arrivare sulle pagine del sito con gli approfondimenti collegati al monumento o al luogo descritto. In questo modo diventa semplice per ogni cittadino o turista conoscere gli aspetti principali della città, in un progetto che dovrebbe crescere ancora, ha spiegato l’assessore al turismo, Massimo Barbadoro. “Il progetto – ha spiegato – è nato dal percorso alternanza scuola-lavoro che vuole conciliare le esigenze di un territorio con le attività che i ragazzi fanno. Gli studenti, insieme agli insegnanti, hanno colto l’obiettivo, destinato a valorizzare il patrimonio culturale di Valenza“. Barbadoro ha apprezzato “l’indirizzo innovativo del lavoro associato a un approccio intuitivo attraverso il sistema di qr code e chiunque potrà approfittare delle informazioni sui singoli monumenti, peraltro in più lingue“. Il percorso tuttavia non è concluso perché si sta lavorando per implementare il lavoro dei ragazzi “che hanno svolto un percorso educativo. L’idea è di supportare ancora il progetto per farlo diventare uno strumento che faccia conoscere le aziende orafe e artigiane insieme al patrimonio storico-ambientale, al Parco del Po e molto altro.