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ALESSANDRIA – È giunta a conclusione una importante indagine che ha portato al sequestro preventivo di una azienda alessandrina dedita alla lavorazione e allo stoccaggio di rottami, ferrosi e non ferrosi, e che ha permesso di procedere nei confronti di una ampia rete di fornitori e clienti che non rispettava la legge. Si tratta del più importante risultato conseguito nell’ambito del traffico dei rifiuti metallici da parte della Polizia Ferroviaria del Compartimento Piemonte e Valle d’Aosta, sezione Polfer di Alessandria compresa.

L’indagine è partita nel 2015 e dopo una lunga analisi della documentazione della società coinvolta, ha consentito di individuare gravi elementi di responsabilità in materia di reati ambientali, tra cui traffico di rifiuti metallici, ricettazione dei metalli pregiati ed evasione delle imposte sui redditi sul valore aggiunto commessi dal 2013 al 2017. Il lavoro degli inquirenti ha prodotto la denuncia dell’amministratore delegato della ditta “Padana Metalli”, del soggetto risultato essere l’amministratore “occulto” e di una donna, tutti cittadini italiani residenti nell’alessandrino, indagati anche per associazione per delinquere.

I controlli amministrativi e giudiziari, svolti nel periodo dal 2016 al 2017, hanno permesso alla Procura Distrettuale di Torino e alla Procura della Repubblica di Alessandria di procedere nei confronti di altre 51 persone per il reato di gestione di rifiuti non autorizzata. Inoltre è stato disposto il sequestro preventivo della ditta “Padana Metalli” e la confisca di tutti i rifiuti custoditi dall’azienda, con consegna per la vendita alla società immobiliare proprietaria dell’area in cui operava la ditta. Sequestrate infine 60 tonnellate di rifiuti metallici, di cui 9 di rame, molti dei quali sottratti in ambito ferroviario.

L’operazione rappresenta un efficace deterrente contro illeciti come il furto e la ricettazione di materiale pregiato in particolare il rame, reati che colpiscono principalmente la rete ferroviaria, con i conseguenti disagi per il traffico passeggeri, e le società elettriche e telefoniche.

L’attività investigativa si è conclusa a maggio con il rinvio a giudizio dei tre principali indagati, ma il monitoraggio della Polfer per contrastare i reati connessi col furto di rame e di materiali pregiati continua.

Solo nell’anno in corso, il Compartimento Polfer Piemonte e Valle d’Aosta, con tutte le sue articolazioni operative sul territorio, ha partecipato a 7 giornate nazionali di controlli cosiddette “oro rosso” disposte dal Ministero dell’Interno – Servizio Polizia Ferroviaria. Complessivamente ha verificato sul campo l’attività di ben 133 rottamai, elevato 28 sanzioni amministrative per le irregolarità riscontrate per un totale complessivo di euro 55.437,32, deferito 8 persone per i connessi profili di carattere penale, sequestrato circa 1.300 chili di rame ed un veicolo utilizzato per il trasporto del materiale.