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CASALE MONFERRATO – Parlare di autismo è necessario per spazzare via i pregiudizi ma anche per far capire che l’attenzione verso questo argomento deve essere continua e soprattutto in età adulta. Questo è quanto emerso durante il convegno organizzato a Casale dall’Angsa, Associazione nazionale genitori soggetti autistici. “Per i casi più gravi c’è solitudine ed emarginazione fin da subito – spiega la presidente di Angsa Casale, Cristina Tartara. Più sono piccoli e mono si nota la forbice della differenza, quando crescono anche quelli più autonomi o lievi non riescono a interagire bene all’interno della società. Questa situazione è complicata se non è mediata da qualcuno. In una classe per esempio è necessario preparare i ragazzi a capire la situazione.”

Uno dei problemi principali è quello della conoscenza “perché certi atteggiamenti possono essere interpretati male“. Se invece “una classe è informata si riesce a convivere decisamente migliore anche se, vista la diversità di forma mentis e di interessi rispetto agli altri coetanei un inserimento totale e spontaneo è sempre difficile“. Anche per questo è fondamentale un approccio scrupoloso nei confronti dei soggetti autistici a cominciare dalla scuola, mentre ormai sono frequenti le assenze di personale formato o il cambio di docenti in corsa, problema che causa forti traumi ai ragazzi.

L’Associazione a Casale è nata per promuovere la realizzazione della rete necessaria ad una presa in carico globale, coerente e per l’arco della vita a sostegno del benessere e della qualità di vita. Questi temi sono stati affrontati durante il convegno di sabato a Casale, al Teatro Municipale, con la Presidente nazionale Angsa, Benedetta Demartis, Maria Luisa Scattoni dell’Istituto Superiore di Sanità, Giuseppe Maurizio Arduino responsabile del Centro per l’Autismo C.A.S.A., ASL CN1, Valentina Spagone, BCBA presso il Centro “Enrico Micheli” di Novara, Paola Visconti, responsabile del Centro Disturbi dello Spettro Autistico dell’AUSL di Bologna. Tra i temi affrontati la necessità di una diagnosi precoce, degli interventi educativi efficaci.

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Tutti hanno sottolineato l’importanza di un lavoro di rete fra le diverse Istituzioni (Sanità, Servizi Socio Assistenziali, Scuola, privato Sociale) e la centralità della famiglia per la realizzazione di un intervento efficace a favore dei bambini affetti da autismo.

In questo senso risulta determinante il ruolo della scuola, ha aggiunto Claudio Munaro, referente dell’ Sportello Autismo, USRV – Ufficio VIII Ambito Territoriale di Vicenza. È stato lui a sottolineare il ruolo fondamentale della scuola, “palestra di vita per i bambini e i ragazzi con ASD (e per tutti), che deve agire all’interno di un progetto di vita più ampio integrandosi con gli altri Servizi”.

Durante la discussione è emerso il problema della comunicazione anche tra soggetti che si occupano di autismo, ha spiegato Roberto Keller, responsabile del Centro pilota regionale Disturbi dello Spettro Autistico in età adulta, ASL TO 2, Città di Torino. Con una provocazione ha definito così la situazione: “se mi si chiedesse quale sia la diagnosi dei nostri Servizi direi che sono autistici, essi hanno le caratteristiche tipiche della sintomatologia autistica, prima fra tutte la difficoltà di comunicazione.”

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Infine sono stati illustrati numerosi progetti locali di supporto alle famiglie. Fra queste sono state presentate le attività del Nucleo DPS ASL AL dalla dott.ssa R. Di Comite, NPI responsabile del Nucleo DPS, in particolare il progetto di parent training e di intervento domiciliare a favore di famiglie di b/i 0-6 con ASD. Il dott. M. Cremonte, primario NPI dell’Ospedale Cesare Arrigo di Alessandria, ha presentato l’esperienza di formazione e sensibilizzazione dei pediatri. La dott.ssa M. Mariani, neuropsicomotricista di ANFFAS Casale, ha illustrato le attività del Servizio a favore dei bambini con ASD sottolineando l’importanza della condivisione dell’intervento con le Famiglie e la collaborazione con le altre Istituzioni che hanno in carico il bambino. Il dott. D. Bonanno ha descritto l’organizzazione del Servizio dell’ASL AL a favore di soggetti autistici adulti e il dott. A. Cambiaso, responsabile dell’Area Disabili, ha descritto il progetto «Non solo libri» promosso dal Servizio socio assistenziale ASL AL, con la collaborazione dell’IIS “C. Balbo” e la Biblioteca Civica “L. Canna” di Casale, che da alcuni anni coinvolge un gruppetto di adolescenti e giovani adulti con ASD in esperienze di bibliotecari. La dott.ssa R Marinone, presidente dell’Associazione “I Care Family” ha concluso la giornata presentando i corsi promossi dalla sua Associazione e sottolineando ancora una volta l’importanza di una formazione specifica per tutti coloro che si occupano di persone con ASD.