PROVINCIA – Stabilità debole. Questa la definizione dell’economia in provincia, secondo l’ultima indagine congiunturale di Confindustria Alessandria, in vista del trimestre ottobre-dicembre. Le previsioni sono “moderatamente ottimistiche” ha sottolineato il presidente Maurizio Miglietta. Tutti gli indicatori restano positivi, in linea con l’ultimo trimestre anche se in lieve contrazione rispetto allo stesso periodo del 2017. La situazione internazionale e nazionale, ha infatti precisato il presidente di Confindustria, non offre troppe certezze.

In attesa dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, Confindustria ha apprezzato la possibile riconferma delle agevolazioni legate all’Industria 4.0, anche se “non si può vivere di soli incentivi statali” ha ammonito il presidente Miglietta “guardando all’estero sono invece convinto che il presidente Trump sia uscito vincente dalle elezioni di Midterm e che quindi l’economia negli USA resterà stabile, a differenza di quella italiana”.

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Tra i dati più significativi il +15 sulla produzione, resta basso il ricorso alla cassa integrazione (intorno al 4%). L’export segna un confortante +10, in lieve ribasso rispetto al +12 di tre mesi fa ma superiore al +3.2 dell’attuale dato a livello regionale. Alta anche la percentuale di imprese che avviano lavori per più di un mese, il 79%,. Positive anche le aspettative sulla produzione industriale, migliore in particolare tra le realtà con un numero di dipendenti superiore a 50 unità.

Nell’analisi dei singoli settori sorprende il -9 negli ordini del metalmeccanico. Nessun segno +, inoltre, nel settore della chimica. Molto bene il settore alimentare, come è logico aspettarsi in questo periodo dell’anno.

Riscontri migliori rispetto all’indagine complessiva emergono dalla rilevazione riferita al settore dei servizi alle imprese: la previsione dell’occupazione risale a +9, livello di attività cresce a +13 e ugualmente per i nuovi ordini, mentre scende a -7 l’indice degli ordini export. Sono sempre elevati la propensione ad investire e l’utilizzo delle risorse. Un andamento analogo si rileva anche con il raffronto con i dati della congiuntura a livello regionale.

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Si conferma, anche con questa indagine – ha aggiunto Maurizio Miglietta – una tendenza già segnalata tre mesi fa, con andamenti ancora positivi per le nostre imprese, ma con un minore dinamismo, di certo legato, oltre che alla
congiuntura economica, pure alle preoccupazioni sul contesto in cui le aziende in questo momento si trovano ad operare. Confindustria, con il suo Centro Studi, rileva che “la crescita economica in Italia si sta assottigliando”, posizione condivisa da altri centri di ricerca e istituzioni nazionali e internazionali, mentre si è notato il “clima di sfiducia di famiglie e, soprattutto, imprese”. E l’incertezza sullo scenario interno ed estero, sottolinea il Centro Studi Confindustria, frena gli investimenti. Anche la Banca d’Italia, nel suo più recente bollettino economico, sintetizza che “i rischi per l’economia globale sono aumentati” e “gli indicatori congiunturali disponibili suggeriscono che nei mesi estivi la dinamica del prodotto avrebbe rallentato, riflettendo un ristagno della produzione industriale”. Si tratta, insomma, di uno scenario debole per le imprese, che si attendono soprattutto dall’interno segnali di stimolo alla crescita ben diversi da quelli finora pervenuti”.