Produzione industriale in Piemonte: dopo tre anni torna il segno meno

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Per la prima volta, da inizio 2015, le imprese manifatturiere piemontesi registrano un segno negativo nella produzione industriale. Le aziende manifatturiere piemontesi non registravano un risultato con il segno meno dai primi tre mesi di tre anni fa. In Piemonte la 188esima “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera”, relativa al terzo trimestre, ha consegnato un -0.2% complessivo.

Come spiegato dal Presidente di Unioncamere Piemonte, Vincenzo Ilotte, “in questo trimestre il Piemonte è tornato a essere fragile: dopo più di tre anni di crescita, la manifattura torna ad avere un risultato negativo. Questa inversione di tendenza ci preoccupa, anche perché è legata a un più esteso senso di incertezza che sta minando la fiducia dei nostri imprenditori e consumatori. La crescita del settore manifatturiero risulta quindi essenziale per il mantenimento occupazionale e competitivo del nostro territorio. A tal proposito, guardiamo con favore alla volontà da parte di FCA di continuare ad investire sul nostro territorio”.

Nello scenario negativo la buona notizia però arriva dalla provincia di Alessandria che può sorridere: il territorio ha infatti incassato un +3.4% grazie soprattutto all’alimentare e alla chimica. In Piemonte invece la scoraggiante performance evidenziata a livello produttivo trova corrispondenza nei risultati poco brillanti mostrati da tutti gli altri indicatori analizzati: piatto il dato relativo al mercato interno (+0,1%), solo debolmente positivo quello riguardante gli ordinativi esteri (+0,9); in media, il fatturato totale delle imprese manifatturiere intervistate cresce solo di un punto percentuale rispetto al periodo luglio-settembre 2017, con la componente estera che registra un incremento dello 0,9%; il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 66,0%.

Per singolo settore le notizie peggiori arrivano dal comparto dei mezzi di trasporto che subisce un calo della produzione industriale del 6,1%, influenzando pesantemente il risultato medio complessivo. Osservando il dettaglio del settore emerge come sia la produzione di autoveicoli a subire la flessione più importante (-21,9%); stabile l’output delle imprese della componentistica autoveicolare (+0,1%); mentre risulta positiva la variazione della produzione industriale dell’aerospaziale (+4,8%).

La filiera del legno (+0,0%), i metalli (+0,1%) e le industrie della chimica e della plastica (+0,2%) segnano un dato di stabilità. Cresce di mezzo punto percentuale la produzione delle manifatture dell’elettricità e dell’elettronica. Un risultato migliore contraddistingue le industrie del tessile e abbigliamento (+0,9%). L’unico dato veramente positivo appartiene alla filiera alimentare (+2,4%).

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