Saldi invernali

PIEMONTE – Al via in Piemonte, e anche in provincia di Alessandria i saldi invernali. Cominciano questo sabato, 5 gennaio, con scadenza il 28 febbraio. Secondo le rilevazioni dell’Onf, Osservatorio Nazionale Federconsumatori, gli acquisti verranno effettuati dal 41% delle famiglie, pari circa a 10 milioni di famiglie, e l’andamento delle vendite sarà pressoché stabile. L’aumento rispetto allo scorso anno sarà dello 0,2%, per una spesa media di 181,56 euro per ogni famiglia.

Secondo l’indagine di Confcommercio il 61,6% degli italiani attende il periodo dei saldi. Sono soprattutto le donne ad approfittare del periodo: il 68,3% contro il 56,2% degli uomini. Aumenta anche la percentuale di chi ritiene molto importante il periodo dei saldi: il 45,1% contro il 44,9% del 2018. Gli italiani acquisteranno con gli sconti prevalentemente capi di abbigliamento il 95,7%, calzature l’80,3%, accessori (sciarpe e guanti) per il 34% e biancheria intima 28,7%. Gli uomini fanno le loro spese in prevalenza nei negozi di fiducia/abituali, le donne invece in misura lievemente maggiore preferiscono cercare il prezzo ”più conveniente” in nuovi negozi. In crescita soprattutto nelle regioni del Nord Ovest la percentuale degli acquisti online: 18,9% contro il 15% nel 2018. Il 48,6% delle imprese del commercio sono preoccupate per la concorrenza del web.
Gli italiani comunque continuano a dare sempre più importanza alla “qualità”, sebbene il fattore prezzo influisca comunque sull’acquisto di un determinato prodotto. In aumento la percentuale di chi attende il periodo dei saldi per acquistare i prodotti griffati/di marca (22,3% rispetto al 19,7% registrato in occasione dei saldi di gennaio 2018). Circa il 30% è la media di sconto che faranno i commercianti. Aumenta lievemente il senso di tutela nell’acquisto dei prodotti a saldo (68,2% dei rispondenti si sentono molto o abbastanza tutelati contro il 67,1% del 2018).

Per i vostri acquisti ecco il decalogo stilato dall’Adoc.

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1. Conservate sempre lo scontrino. I capi in saldo si possono sostituire, se il prodotto acquistato è danneggiato o non conforme. In base al decreto legislativo n. 24/2002, il negoziante è obbligato a
sostituire l’articolo difettoso, anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Per quanto riguarda il difetto di conformità, il consumatore può denunciarlo al venditore entro il termine di due
mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto.

2. Attenzione ai fondi di magazzino. La merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino di anni e stagioni precedenti. Alla
larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono improvvisamente riempiti dei più svariati articoli. Diffidate anche di quei negozi che, a fine stagione, hanno
per ogni tipo di prodotto il completo assortimento di taglie e colori.

3. Girare, confrontare. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. In questo modo, eviterete di mangiarvi le mani in caso di prezzi più bassi. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Inoltre, prima di comprare un prodotto, è possibile controllare sul proprio smartphone che il prezzo non sia più alto di quello praticato
sul sito ufficiale.

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4. Lista degli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio, in modo da essere meno influenzabili dal negoziante. In questo modo, ridurrete il rischio di tornare a casa colmi di capi, magari acquistati anche a buon prezzo, ma dei quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Inoltre, consigliamo di creare una ‘lista dei desideri’ sulla versione online dei negozi dove
intendete acquistare, in modo da averla sempre a disposizione. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità.

5. Occhio ai super sconti. Se l’esercizio pratica sconti superiori al 50%, spesso nasconde merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. È un fenomeno ‘a rischio’ soprattutto i primi e gli ultimi giorni di saldo. Diffidate, inoltre, dei marchi molto simili a quelli noti. Potrebbero essere capi contraffatti.

6. Fiducia. Servitevi presso negozi di cui vi fidate o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità, in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

7. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere, inoltre, esposto ”in modo chiaro e ben leggibile” (dlgs n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere, inoltre, separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

8. Prova dei capi. Non c’è alcun obbligo da parte del negoziante di farvi provare gli abiti ma è una facoltà rimessa alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10. Saldi online. Con la direttiva europea 83/2011, recepita dal decreto legislativo n.21 del 21 febbraio 2014, sono state introdotte molte novità per i contratti a distanza, stipulati via Internet e comunque fuori dai locali commerciali: dall’ampliamento della durata del diritto di ripensamento, fino a 14 giorni, ai tempi stretti per ottenere il rimborso di quanto pagato.