ACQUI TERME – “Ci sono ancora dei piccoli disagi, ma i numeri di questi primi tre mesi di sperimentazione sono più che eccellenti. Anzi, direi al di sopra delle aspettative iniziali“. Lorenzo Lucchini, sindaco di Acqui Terme, è raggiante quando gli si chiede come sta procedendo la raccolta differenziata porta a porta che il comune ha intrapreso alla fine del 2018. “Ero certo che i miei concittadini avrebbero risposto presente a questa chiamata di civiltà e così è stato. Si tratta di un moto d’orgoglio per l’intera comunità“, ha aggiunto il primo cittadino prima di spiegare i motivi che hanno spinto la città termale a iniziare questo percorso. Che coinvolge, oltre ad Acqui, l’intero bacino acquese: una quarantina di comuni in tutto. “Il progetto è nato due anni prima del mio insediamento, quando la precedente amministrazione aveva presentato un piano per la raccolta differenziata dei rifiuti. L’obiettivo era duplice: il primo di carattere ambientale e di salvaguardia del territorio, il secondo per evitare di incorrere nell’Eurotassa sui rifiuti“, ha spiegato Lucchini

Sì perché l’Europa punisce quei comuni, presenti su tutto il territorio della Comunità, e quindi non solo in Italia, “che non raggiungono un livello di circa il 60% nella raccolta differenziata“. L’obiettivo era quindi attivare un “meccanismo virtuoso utile tanto ai cittadini quanto alle amministrazioni“. Per questo “sono stati investiti (non solo dal Comune di Acqui Terme, ndr) nell’Econet, una società a responsabilità limitata a totale capitale pubblico la cui attività principale è quella della gestione del ciclo dei rifiuti e del servizio di igiene urbana nel territorio dei comuni facenti parte dell’area ovadese-acquese, circa 7 milioni e 700 mila euro per nuove assunzioni. Un esborso importante ma che ci sta ripagando con i risultati decisamente incoraggianti“. Nel solo mese di dicembre 2018 è stata infatti raggiunta una percentuale di raccolta differenziata pari al 73%, contro il 39% dello stesso mese del 2017.

Questa raccolta differenziata porta a porta ha “dei vantaggi. Prima di tutto, rispetto alla tariffazione puntuale tipica delle oasi ecologiche, chi produce meno indifferenziata più risparmia attraverso una stima elastica che premia o, passatemi il termine, punisce in base a quanti rifiuti vengono generati dai singoli nuclei famigliari. Un principio virtuoso che spinge i cittadini a differenziare realmente. E soprattutto porta alla produzione di maggiore immondizia riciclabile“. Questi primi risultati sono arrivati anche grazie una massiccia e capillare rete di informazione sul territorio comunale: “Abbiamo fatto una forte propaganda per spiegare il progetto e i suoi benefici. Un messaggio arrivato agli acquesi, anche se i furbetti continuano a esserci“. Alcune segnalazioni sono arrivate infatti al Comune di, “fortunatamente pochi, cittadini maleducati che abbandonano per strada i rifiuti, molto probabilmente con l’intento di vedersi abbassare la tariffazione. Comportamenti che ora vengono segnalati con frequenza grazie al maggiore senso civico che questo progetto ha instillato in tutti“.

Lucchini poi conclude spiegando che “da questo cammino intrapreso non si può tornare indietro. Sarebbe delittuoso. Abbiamo investito tanto, i frutti ci sono e in un futuro non troppo lontano i nostri figli ci ringrazieranno. Si tratta di una pratica di raccolta dei rifiuti con un meccanismo ben preciso che può portare solo benefici ambientali“.