corsa pernigotti
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NOVI LIGURE – Sentimenti contrastanti dopo l’incontro al Ministero del Lavoro a Roma sulla Pernigotti. 92 dipendenti dello stabilimento novese avranno la cassa integrazione per reindustrializzazione per un anno, a partire da questo mercoledì ma i timori sono sulle prospettive.

Le preoccupazioni arrivano dal sindaco di Novi, Rocchino Muliere. Se sono circa 30 le aziende che hanno manifestato interesse a verificare la situazione della Pernigotti, sono tre quelle che hanno già effettuato un sopralluogo nello stabilimento, mentre altre lo faranno entro il 15 febbraio ma con la prospettiva di cercare di riassumere tra i 30 e i 50 dipendenti, “cosa che ha destato insoddisfazione sia da parte nostra che da parte dei sindacati”.

“Il lavoro dell’advisor – ha continuato Mulierecontinuerà nelle prossime settimane e la cassa integrazione partirà da domani. Riguardo la trattativa – ha sottolineato il sindacotrovo poco rispettoso il fatto che siano stati nominati due advisor, uno dal Governo e uno dalla proprietà. Quest’ultimo aveva l’obiettivo di vendere il settore “preparati per gelato” con marchio Pernigotti. Una situazione da noi sempre contrastata, che getta un cono d’ombra sulle prospettive dell’azienda“. A preoccupare ulteriormente il primo cittadino la prossima esternalizzazione di ovetti e cremini alla Laica di Arona (Novara), “decisione che speriamo possa essere solo temporanea. Queste e altre considerazioni – aggiunge Muliere – avrei voluto poter fare durante l’incontro ma il vice capo di gabinetto del Ministro non mi ha dato la parola. Credo sia un comportamento irrispettoso nei confronti di un sindaco presente in veste di tutta la comunità. In ogni caso – ha concluso Muliere – auspichiamo che il Ministro dello Sviluppo Economico possa svolgere nella maniera che gli compete e con esito positivo una trattativa delicata come questa”.

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L’azienda, in un comunicato ha “ribadito nuovamente il proprio impegno a limitare quanto più possibile l’impatto sociale e a ricercare concrete possibilità di re-industrializzazione del sito di Novi Ligure attraverso il supporto dell’advisor Sernet, nominato lo scorso dicembre. Sarà cura di Pernigotti comunicare tempestivamente eventuali accordi di re-industrializzazione, cercando di evitare il proliferare di inutili speculazioni – come avvenuto nei mesi scorsi – per non alimentare false aspettative, prive di concreti fondamenti. Pernigotti ha, inoltre, confermato la volontà di continuare a produrre, distribuire e commercializzare i propri prodotti dolciari attraverso accordi di terziarizzazione in Italia. A tal proposito l’azienda ha già affidato a partner attivi sul territorio nazionale la produzione di alcune linee di prodotto, salvaguardando la qualità e l’attenzione per le materie prime che da sempre caratterizzano l’offerta Pernigotti.

Secondo Fornao, Capogruppo di Leu in parlamento però l’atteggiamento della proprietà è da definirsi “ambiguo e “non fa ben sperare per il futuro“. Il deputato è perplesso perché “l’azienda turca non soltanto non si è mossa di un millimetro dalle sue posizioni di indisponibilità a vendere a un altro imprenditore e a tenersi il marchio Pernigotti, ma al tavolo di crisi al ministero del Lavoro ha confermato di aver dato un doppio mandato: alla Sernet per la reindustralizzazione del sito produttivo di Novi Ligure e a un’altra società specializzata, di trovare un acquirente per il ramo d’azienda della gelateria“, rileva Fornaro. “Un comportamento a dir poco ambiguo che non fa sperare nulla di buono per il futuro. È giusto aver attivato gli armonizzatori sociali per attutire gli effetti della scelte della proprietà turca e limitare al massimo le ricadute negative per le lavoratrici e i lavoratori, protagonisti di una straordinaria lotta, a cui va tutta la nostra solidarieta’”.

La Regione Piemonte auspica che non si perda l’eccellenza produttiva novese e per questo, ha spiegato l’assessore al Lavoro, Giovanna Pentenero, “nei prossimi mesi sarà quindi effettuata una verifica sulla solidità delle manifestazioni d’interesse avanzate per la Pernigotti e sulla possibilità di arrivare alla definizione di un piano industriale che consenta di reimpiegare il maggior numero possibile di lavoratori. Questo percorso sarà inoltre affiancato dalle politiche attive del lavoro che la Regione Piemonte metterà a disposizione dei lavoratori Pernigotti.”

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