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ALESSANDRIA – Nessun pentimento, anzi. Ai microfoni di Radio Gold una compagna di classe di alcuni ragazzi del Liceo Scientifico Galilei di Alessandria ha raccontato la reazione di chi, nei giorni scorsi, si era scambiato in una chat di classe alcune vignette su Hitler e battute oltraggiose sulla tragedia dell’Olocausto. A sollevare la vicenda era stata la mamma di un ragazzo di 15 anni che si era sfogata su Facebook.

La chat di Whatsapp sarebbe di una classe 2^ ma, su Radio Gold, è intervenuta anche una studentessa di terza del Galilei che ha parlato di quattro suoi compagni: Quattro stupidi” li ha subito definiti la ragazza “lunedì tutto il resto della classe li ha rimproverati per quello che è successo. Loro invece hanno continuato a dire che la nostra reazione è stata esagerata. Non si sono resi conto della gravità di quello che hanno fatto, hanno minimizzato. In un certo senso si sono anche sentiti importanti dopo che la vicenda è diventata di dominio pubblico e ne hanno parlato i giornali. Non è giusto che la mia scuola si faccia riconoscere per cose così orribili”.

Nel frattempo lunedì sera si è tenuto un consiglio di classe. Il dirigente scolastico dell’istituto alessandrino, Lorenza Daglia, insieme agli insegnanti ha stabilito come agire e questo martedì la posizione ufficiale della scuola sarà divulgata: “Stiamo parlando di alcuni alunni di una sola classe. Non mi risulta che sia coinvolta anche una terza. In ogni caso faremo la nostra parte” ha precisato a Radio Gold Lorenza Daglia “prima preferiamo condividere le nostre decisioni col dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Leonardo Filippone e poi le comunicheremo”.

Lunedì in alcune classi diversi insegnanti hanno affrontato la vicenda insieme agli alunni. I rappresentanti di istituto ne parleranno giovedì durante il comitato studentesco, la riunione di tutti i referenti delle classi.

L’educazione parte dalla famiglia, da quello che succede a casa” ha sottolineato Andrea, un ragazzo di quarta “se manca non si può far ricadere la responsabilità sulla scuola“. Dello stesso avviso anche Eleonora, una studentessa di quinta: “La scuola non c’entra nulla con tutto questo. Credo si tratti di un episodio isolato, da parte di un gruppo ristretto di ragazzi”.