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ALESSANDRIA – Dopo otto giorni di lontananza Maria questo venerdì ha potuto prendere in braccio per la prima volta la sua piccola Miriam. A salvare entrambe, lo scorso 11 aprile, l’estrema professionalità, competenza, sinergia e affiatamento di medici e infermieri dell’ospedale di Alessandria. La donna, alla 34^ settimana, era arrivata all’Ospedale di Alessandria in pericolo di vita. Dopo una doppia operazione a cuore fermo durata circa un’ora e mezza, col contemporaneo parto cesareo, ora la tensione di quel giorno si può sciogliere in tanti sorrisi. 

“Vedere mia moglie e mia figlia insieme è stata una gioia immensaracconta Giovanni, il papà, di professione Carabiniere a Tortona “Ringraziamo l’Ospedale e tutta l’equipe di medici e infermieri che è intervenuta. Ormai fanno parte della nostra famiglia perché ci hanno dato la possibilità di andare avanti tutti insieme. Sono incredulo, grazie anche a chi si è stretto attorno a noi, alle nostre famiglie, all’Arma dei Carabinieri, e alle suore dell’Asilo Sacro Cuore di Tortona, che hanno pregato per mia moglie e mia figlia”. 

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A casa, poi, ad aspettare Giovanni, Maria e la piccola Miriam, ci sono anche Sara e Emanuele, i primi figli della coppia che non vedono l’ora di riabbracciare la mamma e la loro sorellina.

Vicino a Giovanni e Maria restano i medici che, nonostante un’esperienza pluridecennale, ancora si commuovono ripensando a quei momenti frenetici e decisivi, una doppia operazione a cuore fermo durata circa 90 minuti.

“Sono entrato in sala con le gambe che tremavano” ha sottolineato Andrea Audo, Direttore di Cardiochirurgia “è stata una giornata difficile, pesante ma straordinaria, uno dei quei giorni in cui ringrazi il cielo di essere medico e di aver portato a termine qualcosa di straordinario”. 

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“Non era mai capitato di fare un cesareo a cuore fermo per riparare un’embolia polmonare” ha aggiunto Nicola Strobelt, direttore di Ostetricia e Ginecologia ma eravamo allenati. Qualche mese fa una mamma cardiopatica si era dovuta sottoporre a un parto cesareo. Siccome temevamo uno scompenso cardiaco, insieme a noi c’era già l’equipe di Cardiochirurgia pronta a intervenire. Poi non è stato necessario ma questa volta eravamo già pronti a lavorare assieme, l’equipe mista era già collaudata per interventi combinati. Voglio sottolineare un fattore fondamentale: il coordinamento tra le professionalità, riuscire a lavorare bene insieme. Non è semplice, soprattutto tra specialisti che si occupano di cose diverse. E poi l’Ospedale di Alessandria, una Azienda che ha tutte le specializzazioni, ha fatto la differenza”. 

“La parte più difficile è stata la decisione sulla strategia da adottare” le parole di Fabrizio Racca, direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione “abbiamo scelto la cosa più difficile ma che dava maggiori garanzie. Tra noi ci stimiamo e siamo anche amici. Lavorare insieme in modo coeso ci ha fatto operare in modo disteso. Rispetto a Giovanni e Maria ci sentiamo quasi parenti, come dei cugini “alla lontana”. Sono eventi che umanamente avvicinano le persone“.