Autore Redazione
venerdì
26 Aprile 2019
10:39
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Cronaca - Alessandria

Trovato micro cellulare in una cella del carcere Don Soria

Il piccolo telefono era dotato di scheda sim e perfettamente funzionante
Trovato micro cellulare in una cella del carcere Don Soria

ALESSANDRIA – Gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno trovato un micro cellulare all’interno di una delle celle del carcere Cantiello e Gaeta di Alessandria. Il piccolo telefono, dotato di scheda sim e perfettamente funzionante, era addosso a un detenuto albanese che, inutilmente, ha tentato di disfarsene gettandolo nell’immondizia durante il controllo degli agenti.

Il fatto è stato riferito dal sindacato O.S.A.P.P, tornato a chiedere maggiore attenzione alla sicurezza.  “Si tratta dell’ennesimo rinvenimento, non occasionale ma professionalmente determinato dalla Polizia Penitenziaria – ha sottolineato il Segretario Generale dell’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria Leo Beneduci ciò convalida gli allarmi che l’O.S.A.P.P. ha più volte lanciato rispetto ad una condizione di estrema precarietà in termini di sicurezza per tale istituto penitenziario. Fermo restando che il possesso di telefoni cellulari da parte di detenuti all’interno delle carceri non è certamente determinato dalla necessità di chiamare la mamma o la fidanzata da parte dei medesimi, ma assai spesso è legato ai contatti tra realtà criminali all’esterno del carcere e quindi alla continuazione di quei reati che hanno determinato la detenzione dei soggetti oggi reclusi, per il carcere di Alessandria anche le condizioni di vivibilità lavorativa da parte del personale di Polizia Penitenziaria lasciano assai a desiderare in ragione di una annosa disorganizzazione”.

“Anche nel caso del carcere di Alessandria – ha aggiunto Beneduci – come per gli altri istituti delle regioni Piemonte Liguria e Valle d’Aosta in penoso affanno organizzativo si è più volte tentato di richiedere il fattivo intervento del Provveditore Regionale Liberato Guerriero che ad oggi non risulta essersi curato debitamente di quei problemi che pure erano suo preciso obbligo affrontare e risolvere, soprattutto quando come anche nel caso accennato dei telefonini accade, a rischio non è solo l’agibilità e la funzionalità degli istituti di pena ma anche e soprattutto la sicurezza della collettività esterna al carcere. Per tali motivi risultano irrinunciabili conseguenti iniziative da parte del Capo del D.A.P. Francesco Basentini e del Guardasigilli Alfonso Bonafede a cui l’O.S.A.P.P. rivolge nuovamente appello”. 

A lanciare l’allarme anche il sindacato Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Questi sono i frutti di una sorveglianza ridotta in conseguenza della cervellotica vigilanza dinamica, dell’autogestione delle carceri e dai numeri oggettivi delle carenze di organico del Reparto di Polizia Penitenziaria di Alessandria Don Soria” ha detto Donato Capece, segretario generale del Sappe “Da anni sollecitiamo il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ad adottare interventi concreti per impedire l’uso di cellulari indebitamente introdotti in carcere come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani“.

“A nostro avviso – conclude il leader dei Baschi Azzurri – appaiono pertanto indispensabili, nei penitenziari per adulti e per minori, interventi immediati compresa la possibilità di “schermare” gli istituti penitenziari al fine di neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e quella di dotare tutti i reparti di Polizia Penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale, anche attraverso adeguati ed urgenti stanziamenti finanziari. Ora sembra che finalmente il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dopo le nostre costanti e continue sollecitazioni, ha inteso acquistare la strumentazione richiesta”.

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