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ALESSANDRIA – Come pochi altri settori l’editoria e il giornalismo stanno vivendo un periodo di profonda crisi a causa dell’avanzare inarrestabile di colossi come Amazon e i social network. Amazon ha messo a dura prova la piccola editoria indipendente mentre Facebook (in primis) e gli altri social network hanno inglobato le grandi testate dell’informazione.

Due possibili soluzioni si profilano all’orizzonte per cercare di tamponare questa emorragia: sono il coworking e le cooperative di professionisti come DOC Servizi.

DOC Servizi è la più grande piattaforma cooperativa di professionisti dei settori Arte, Cultura e Industria Creativa, un modello che, in 28 anni, si è distinto offrendo ai soci i vantaggi del libero professionista con le tutele del dipendente.

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Abbiamo avuto modo di discutere della spinosa questione con Cristian Guzzon, responsabile della DOC Servizi nella filiale di La Spezia, attraverso lo sportello informativo al Lab 121 di via Verona, uno dei coworking della città, che ha un approccio in termini di servizi simile al DOC Servizi.

Doc Servizi nacque nel 1990 inizialmente per tutelare artisti e tecnici della categoria spettacolo dove mancavano garanzie come, per esempio, un contratto collettivo nazionale. Negli anni successivi si susseguono altre start up, tra cui Doc Educational (professionisti dell’educazione artistica), STEA (esperti nella sicurezza dello spettacolo), Doc Creativity (per arti e mestieri) e Hypernova (per la parte informatica). Gli ultimi due nati dalla DOC Servizi (cooperativa nella quale si diventa socio lavoratore con contratto regolare pur mantenendo la libertà del freelance) sono DOC Press (per giornalisti professionisti e pubblicisti, copywriter e addetti stampa) e DOC Libris, società cooperativa consortile che unisce le realtà della filiera editoriale con l’obiettivo di creare valore per tutti gli attori coinvolti. Con DOC Press e DOC Libris si è chiusa completamente la filiera culturale creativa.

La filosofia di base – come ci ha spiegato Guzzon – è “contarsi per contare”, ossia, rappresentarsi come numero, mettersi insieme e contare economicamente per fare valere i propri diritti anche davanti alle Istituzioni.

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A differenza di quello che si può pensare ci sono ancora molti editori (anche giovani) che vogliono inserirsi in questo settore ma bisognosi di una maggiore tutela. Professioni che domani saranno sempre più presenti come, per esempio, social media manager, influencer, youtuber, caratterizzati da discontinuità lavorativa, chiamate intermittenti e pluricommittenza, che normalmente non hanno tutela, potrebbero trovare la soluzione perfetta alle loro esigenze in una cooperativa come DOC Servizi, madre di tutte le altre, con una scelta che permette un futuro più sicuro e sereno.

DOC Servizi, nei prossimi mesi, terrà nuovi appuntamenti al LAB 121 (in via Verona 95) per illustrare e fornire spiegazioni su cos’è una cooperativa di professionisti e, in modo particolare, sui servizi di DOC Press e DOC Libris.

Non si sta parlando, naturalmente, di un’agenzia interinale ma di una cooperativa, che fa appalti in cui i committenti commissionano servizi che vengono svolti dai soci lavoratori. Sicuramente sono garantiti una buona rete di networking e uno scambio proficuo di sinergie lavorative e personali.

Il vecchio detto “l’unione fa la forza” potrebbe essere la chiave di volta per salvaguardare e rinnovare editoria e giornalismo, due capisaldi della nostra identità e cultura. Una chiamata a cui tutti siamo obbligati a rispondere come investimento per il nostro sapere e il nostro diritto all’informazione.

Per informazioni: LAB121   [email protected] oppure 388.957.1115.