ASTI – Un fine settimana particolarmente ricco e che vuole lasciare il segno, quello che terminerà Asti Teatro 41, il festival astigiano che ha attirato tanti amanti del teatro anche della provincia alessandrina. Sabato e domenica, in linea con la ben salda direzione artistica di Emiliano Bronzino, dominano le prime nazionali (ben due), quelle regionali e i nomi illustri, tra cui Alessandro Bergonzoni.

Sabato 29 giugno alle 18 in Sala Pastrone “Emiganti” di Slawomir Mrozek, spettacolo con Besmir Haliti ed Endri Ahmetaj, diretto da Emiliano Palali e prodotto dall’associazione Dora e Pajtimit. È la storia di due profugi che si ritrovano vivere in un sottoscala in una capitale europea, affrontando drammi personali e cercando di fuggire da questa realtà. Dalle loro diversità nascono incontri e scontri. L’evento e realizzato in collaborazione con la Fondazione Giovanni Goria.

Alle 20 il festival torna al Teatro Alfieri per Alessandro Bergonzoni con “Trascendi e Sali”, del quale è autore del testo, oltre che regista insieme a Riccardo Rodolfi. “Trascendi e sali” arriva dopo “Urge” e “Nessi” spettacoli che hanno inciso profondamente Bergonzoni, in tutti i sensi, aprendogli artisticamente e socialmente strade sempre più intricate e necessarie. Attinge al complesso “sistema artistico” del suo autore e non rinuncia alla sua matrice comica. In “Trascendi e sali” il disvelamento segue e anticipa la sparizione, la comicità non segue obbligatoriamente un ritmo costante e a volte le radici artistiche vengono mostrate per essere subito sotterrate di nuovo.

Marco Spiga – Patrizia Milani

Alle 22 la Chiesa del Gesù ospita un’altra prima nazionale, prodotta dalla Corte Ospitale, “Molière e Madelaine”, scritto e diretto da Roberto Cavosi, con Patrizia Milani, Marco Spiga e Antonio Carnevale. È il racconto di una delle più famose coppie di teatranti, Molière e Medeleine Bejart, sul palcoscenico del teatro dove Molière stava rappresentando Il Malato Immaginario, la notte in cui renderà l’anima a Dio. Egli è infatti in collera con il nostro Creatore e con l’umanità intera: una collera così sorda da provocargli i mali più impensati, da farlo sentire ormai un osso completamente spolpato, da diventare lui stesso un malato immaginario. Ma c’è una ragione più profonda: egli infatti non sa se la sua attuale sposa, la giovane figlia della Bejart, sia sua figlia. Madeleine, in quella strana notte, è con lui, ma non vuole sciogliere l’enigma. Lo scontro tra i due ex amanti diventa così cocente e lacerante, ma anche e soprattutto rivelatore di un grande amore, di un amore carnale e intellettuale al tempo stesso, un amore capace di legarli per sempre.

Il festival si chiude domenica 30 giugno: alle 17 (con replica alle 21) in Sala Gianni Basso (ex ridotto Teatro Alfieri) va in scena in prima regionale “Scavi”, un progetto di Daria Deflorian e Antonio Taglierini scritto ed interpretato da Francesco Alberici, Daria Deflorian e Antonio Taglierini, una coproduzione A.D. e Festival di Santarcangelo. Si tratta di un progetto collaterale allo spettacolo “Quasi niente” dedicato al film di Michelangelo Antonioni “Il deserto rosso”, una performance per un numero limitato di spettatori, che vuole essere la restituzione pubblica delle “scoperte” della compagnia nella fase di indagine del lavoro, gli “scavi” appunto, che hanno portato alla luce il diario di uno degli assistenti alla regia, le fotografie di scene girate non montate, e i primi pensieri di Antonioni scritti a penna quando l’idea era vaghissima.

Alle 19 lo Spazio Kor ospita il debutto di “Sempreverde”, da “Trilogia dei legami” di Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani, con Caroline Baglioni e Christian La Rosa. Il terzo elemento della Trilogia dei legami affronta quello che forse è il più complesso e affascinante tra i rapporti di sangue, ovvero quello tra Sorella e Fratello. Le vicende interiori dei protagonisti sono emblema di un’epoca, quella contemporanea, e assumono un valore generazionale, i personaggi infatti incarnano sentimenti diffusi e contraddizioni del nostro tempo.

Chiude il festival alle 21 alla Chiesa del Gesù in prima regionale “Io sono. Solo. Amleto”, spettacolo scritto e interpretato da Marco Cacciola. In un non-luogo, misterioso e di passaggio, sono destinati a sprofondare alcuni personaggi dell’Amleto, ognuno portatore di un tema e di una rinnovata visione sulla vita e sulla morte, ognuno interpretato dallo stesso uomo, Solo. Il progetto parte dal testo shakespeariano per attraversare i dubbi che fondano il nostro tempo.

Per la sezione di Asti Teatro 41 dedicata alla città, alle 22 alla Cascina del Racconto, sabato 29 giugno sarà in scena “Finis aquae” e domenica 30 giugno “Fabrizio De Andrè, il cantore delle donne e degli emarginati”.

Il primo spettacolo è su testo di Luciano Nattino e interpretato dagli allievi del Laboratorio Teatrale Liceo Scientifico F.Vercelli di Asti diretti da Fabio Fassio del Teatro degli Acerbi. Il testo del drammaturgo astigiano scomparso nel 2017 riflette in modo ironico su una tematica attuale e pungente: l’esaurimento delle risorse idriche. Venti “variazioni sull’acqua”, in venti esercizi di stile ispirati al grande Queneau

Il secondo, presentato dalla Piccola Orchestra Sand Creek , tribute band di Fabrizio De Andrè , è uno spettacolo non solo musicale, ma con il contributo di filmati proiettati e di parti narrate, recitate e cantate, ripercorrendo la vita di Fabrizio a partire dai primi anni di vita da sfollato in tempo di guerra con la famiglia, nel paesino di Revignano d’Asti.

Il biglietto di tutti gli spettacoli (dove non specificato ingresso libero) è 10 euro intero 7 euro ridotto per abbonati Teatro Alfieri e over 65. 5 euro ridotto studenti under 25 e abbonati Festival delle Colline. I biglietti degli spettacoli alla Cascina del Racconto (dove non specificato ingresso libero) costano 5 euro.

Per informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri 0141.399057-399040