Alberto Cirio
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NOVI LIGURE – “Impegno” con questa promessa il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha concluso la riunione aperta della sua giunta a Novi Ligure. “Sappiamo di dover pedalare e tanto per dare risposte concrete e noi garantiamo il nostro impegno“. Il riferimento è alle tematiche legate al lavoro, il settore più critico attualmente per la regione, che, nel tempo, si è ritrovata all’ultimo posto tra le realtà del Nord e che, “se non cambierà la rotta, produrrà un inesorabile declino – ha ammonito Fabio Ravanelli, presidente Confindustria Piemonte“.

Per impedire questa caduta Cirio ha ribadito come il lavoro sia “in cima alle priorità sebbene tutti debbano contribuire.”Tutti devono aiutare a creare lavoro – ha puntualizzato Cirio”, e intanto il primo atto della regione si è concretizzato nell’accordo siglato insieme a Intesa Sanpaolo, Cgil, Cisl e Uil “per l’anticipo delle indennità di cigs ai lavoratori residenti in Piemonte. Potranno aprire un conto e ricevere i soldi anche se la cassa non è ancora arrivata. Un provvedimento per dare risposta immediata allo stato di difficoltà che viene a crearsi nell’attesa del pagamento Inps. Un primo risultato concreto della Giunta del cambiamento“.

Ma occorre lavorare ancora e molto per ridurre i tassi di disoccupazione, “al momento all’8.2% cioè il doppio rispetto al 2008 – ha spiegato Alessio Ferraris, segretario generale Cisl“. Cirio ha in mente un percorso di ascolto che si traduca poi in azioni concrete. A breve ha quindi annunciato incontri con i sindacati per concordare il metodo di azione e anche per “progettare e pianificare il futuro“, come ha chiesto Pier Massimo Pozzi, segretario regionale della Cgil, oltre che attuare il concetto di “sistema” richiamato dal segretario della Uil, Giovanni Cortese.

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Ma la riunione della giunta a Novi era funzionale anche alla necessità di dare risposta alle emergenze più attuali, come la Pernigotti e dimostrare ai lavoratori che non sono soli “anche se della solidarietà le persone – ha spiegato Cirio – sappiamo benissimo che alla fine non se ne facciano niente ed è per questo che da oggi usciamo con la garanzia che lavoreremo sodo“.
Una promessa alla luce della notizia data dallo stesso assessore al lavoro Elena Chiorino. È lei infatti ad annunciare contrariata il “fallimento della trattativa per la cessione del comparto gelati della Pernigotti“. Una situazione, è emerso successivamente, però ancora in evoluzione ma che non risolve nulla, ha continuato l’assessore: “sulle motivazioni che hanno fatto saltare la trattativa per la cessione del ramo gelati della Pernigotti, ma su cui ci sono ancora notizie contrastanti, sho chiesto una relazione al Mise, ma a prescindere da questo dovrebbe essere necessario da parte di tutti pretendere che ci sia la cessione del marchio. Abbiamo bisogno di una azione congiunta da parte di tutti e solleciterò il Mise per agire in questo senso“. Una linea condivisa in sostanza dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, contrario allo spacchettamento della produzione Pernigotti e, più in generale, intenzionato a “fare sistema e a far capire che l’Italia deve avere indietro quello che ha sempre dato e che d’ora in poi non intende più cedere alla delocalizzazione“.

Intanto per lo stabilimento del cioccolato novese però occorre guardare all’oggi e cioè al 17 luglio, al prossimo incontro al mise per il futuro dei lavoratori per i quali Piero Frescucci, delegato Rsu Pernigotti, chiede di essere “incisivi e di essere duri contro la proprietà turca“.

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