Autore Redazione
giovedì
1 Agosto 2019
10:19
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Cronaca - Ovada

Flai Cgil sul Pastificio Mediterranea: “Non vogliamo un nuovo caso Pernigotti”

Il sindacato pretende chiarezza e maggiore responsabilità
Flai Cgil sul Pastificio Mediterranea: “Non vogliamo un nuovo caso Pernigotti”

SILVANO D’ORBA – La Flai Cgil teme un nuovo caso Pernigotti, questa volta per l’ex pastificio Moccagatta, oggi Pastifico Mediterranea. La preoccupazione deriva dalle perdite accumulate dall’azienda di Silvano d’Orba, spiega il sindacato, e dalle difficoltà nel raggiungere accordi sindacali a beneficio dei lavoratori.
“L’azienda – spiega la Flai Cgil – conta circa una sessantina di dipendenti e le perdite, dal 2015 a oggi sono state di 33.250 euro nel 2015, 413.983 euro nel 2016, 1.360.992 nel 2017“. Una situazione che si sarebbe ulteriormente aggravata nel 2018 “con un segno meno pari a 3.800.000 euro e con i primi 6 mesi del 2019, caratterizzati da un ulteriore peggioramento del 30%, dato che, se confermato nella seconda parte dell’anno, potrebbe significare un risultato negativo che supererebbe i 5 milioni di euro“.

Per andare incontro ai problemi, sottolinea ancora il sindacato, nel 2017 “circa 30 lavoratori e lavoratrici dello stabilimento hanno affrontato turni di lavoro a ciclo continuo ed è stato stipulato un accordo sindacale con le RSU per un costo complessivo di 100 mila euro“. Un accordo che nel 2018 è sceso di altri 30 mila euro fino al 31 maggio 2019. “Tuttavia la dirigenza non ha mai voluto spiegare perché il costo complessivo del personale sia aumentato di circa € 900.000 nel 2017 e di altri € 200.000 nel 2018.” L’accordo poi, all’inizio del 2019 è saltato sulla base di un orientamento produttivo definito ondivago dal sindacato fino a dei punti di intesa nelle ultime settimane per la proroga dell’accordo “ma immediatamente rimessi in discussione modificando unilateralmente testi già concordati al fine di penalizzare ulteriormente i lavoratori, tentando peraltro la strada della sottoscrizione di accordi individuali patrocinati da un’organizzazione sindacale che non ha rappresentanza all’interno dello stabilimento”.

Il sindacato ha dunque deciso di denunciare gli atteggiamenti “contraddittori” dell’azienda e pretende ora “chiarezza e maggiore responsabilità“.

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