MONTEGROSSO D’ASTI – Il mito nella sua accezione ancestrale e le passioni viscerali nella forma del teatro di strada sui trampoli. E’ una formula di fortissimo impatto e di singolare originalità quella del Teatro dei Venti, che venerdì 9 agosto ha presentato, nell’ambito del cartellone di “Paesaggi e oltre”, nella panoramica piazza del castello di Montegrosso, “Pentesilea”. Il festival di teatro e musica nelle terre dell’UNESCO, diretto dal Teatro degli Acerbi, si è guadagnato con questo settimo spettacolo un altro tutto esaurito, con quasi 300 spettatori incantati di fronte ad un duello di amore e ferocia.

Il mito della battaglia, sotto le mura di Troia, tra Pentesilea, regina delle amazzoni, e l’eroe acheo Achille è trattato dal regista Stefano Tè, che ne cura anche la drammaturgia, secondo una rilettura ottocentesca. La versione romantica è una storia di amore e morte, di tormento che trova una conclusione truculenta e sublimante, mentre tutto si svolge secondo una partitura sonora scandita dalle percussioni di Igino L. Caselgrandi.  Antonio Santangelo e Francesca Figini danzano, lottano, duellano come paladini e soprattutto incarnano passioni profonde e sconvolgenti, sempre dall’alto di trampoli che fanno di loro esseri super umani, ma anche archetipi di ciò che di più atavico il genere umano conserva. Si amano, si lasciano, si fondono nella violenza e nell’ardore, nello stesso modo in cui i protagonisti fondono le tecniche del teatro di strada con un’interpretazione da teatro alto. Pentesilea/Francesca Figini è donna, ma è anche creatura selvaggia ed è con ferocia animalesca che reagisce all’abbandono di Achille. Il suo urlo muto, che infine si tramuta in suono gutturale, colpisce allo stomaco e il dolore furibondo si dirama dal suo viso in ogni gesto di estrema precisione, all’interno del disegno musicale che lo contiene e caratterizza. Achille/ Antonio Santangelo è il suo contrappunto maschile splendente di virilità, prima inaspettatamente tenero e passionale, poi crudele e violento nel rinnegarla.

La rilettura romantica del mito, scelta dal Teatro dei Venti, ha un finale ferino di sangue e unione perpetua, una celebrazione del desiderio frustrato di possesso, che tramuta l’amore in odio e supera il confine tra le due passioni estreme. Eros e Thanatos, mediati dalla violenza e dalla disperazione, si incontrano sulle note di un canto sardo, terreno e carnale come gli istinti primordiali.

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Tutto è ammirevole di “Pentesilea”: l’interpretazione da brivido, la coreografia acrobatica pianificata su un disegno musicale curatissimo, l’impatto emotivo travolgente che coinvolge lo spettatore in uno scontro-incontro tra titani, le voci che rimandano alla tradizione classica della tragedia e la popolarità della rappresentazione di piazza. Nulla è lasciato al caso e la perfezione dei movimenti è assoluta, in un lavoro di ascolto e sincronia tra musicista e interpreti che trasporta in un’atmosfera arcaica e tribale, in cui è facile riconoscere il lato oscuro di sé. Voto 10 e lode e, potendo, anche di più.

Paesaggi e Oltre è promosso dalla Comunità Collinare tra Langa e Monferrato con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione CRAsti e Fondazione CRT.

La prossima settimana, con Ferragosto, Paesaggi e Oltre raddoppia. Giovedì 15 agosto alle 21.15 nella frazione San Michele di Costigliole D’Asti (nel punto più alto e panoramico) sarà in scena il Betti Zambruno Trio e sabato 17 agosto, sempre alle 21.15, a Coazzolo, nell’anfiteatro a terrazza sulle colline, Teatro Invito presenterà “Promessi! ovvero I Promessi Sposi in scena”.

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