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NORMANDIA – Il progetto “Aleramici in Sicilia” è approdato in Normandia, la terra del fondatore della casata Altavilla e nel paese che dà il nome alla dinastia Hauteville-la-Guichard. Fabrizio di Salvo del circolo “I Marchesi del Monferrato” prosegue il suo viaggio lungo “Le Vie Aleramiche” seguendo le tracce di una emigrazione da Nord a Sud, avvenuta più di mille anni fa.

Sempre alla ricerca di testimonianze e documenti, Fabrizio Di Salvo ha raggiunto la Normandia e visitato il Museo Tancredi di Hauteville-la-Guichard , una tappa che aveva pianificato fin dagli albori del progetto, nato con il compianto Roberto Maestri.

La Normandia è profondamente legata al Monferrato e l’obiettivo è di rinsaldare un legame nato dopo il matrimonio celebrato nel 1087 tra Ruggero d’Altavilla della famiglia di Tancredi di Hautevielle la Guiscard e l’Aleramica Adelaide (Adelasia) del Vasto. Un’unione che lega intimamente, e non solo simbolicamente, anche la terra di Sicilia, dove si fusero le due dinastie. “Il matrimonio, infatti, sancisce l’alleanza tra Aleramici e Normanni e Adelaide incentiva l’arrivo di altri Aleramici per rafforzare il suo potere e realizzare il progetto di una serena convivenza tra arabi, latini, normanni e greci. 

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Si tratta, dunque, di una migrazione “pacifica” che interessa, principalmente, nobili in cerca di affermazione, commercianti, allevatori, contadini (di particolare interesse la presenza di vignaioli) e, ovviamente, avventurieri. La migrazione di Aleramici e di Lombardi in Sicilia prosegue – in modo consistente – almeno fino al Trecento, in un’epoca che vede la Sicilia interessata dalla dominazione di diverse dinastie: Arabi, Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi”.

Il progetto in itinere vuole proprio ricostruire una storia di immigrazione poco nota, di genti del nord Italia (Piemonte, Lombardia e Liguria) che, al seguito della famiglia degli Aleramici  andarono a rinfoltire la popolazione della Sicilia dell’XI secolo, appena conquistata dagli Altavilla a danno dei Saraceni. Un’immigrazione, definita “al contrario”, rispetto ai flussi migratori contemporanei, che ha lasciato tracce indelebili non solo in campo artistico e architettonico ma, soprattutto, in ambito socio-culturale e linguistico, con la presenza all’interno della Sicilia, ancora ai nostri giorni, di un’isola linguistica Gallo-italica.

L’incontro tra gli esponenti del circolo culturale “I Marchesi del Monferrato” e lo staff del Club per l’Unesco di Piazza Armerina è stato casuale, ma ha dato – da subito – risultati inattesi, in quanto, nel corso di 5 Convegni sul tema degli “Aleramici in Sicilia” si è concretizzata sempre più l’idea di creare, sulla base di questa emigrazione, un percorso culturale, turistico ed enogastronomico che unisse le località del Nord Italia, appartenute all’antica Marca Aleramica – di cui il Monferrato, le Langhe ed il Savonese rappresentano l’area più rilevante a livello storico e geografico, insieme a piccole aree occidentali della Lombardia e dell’Emilia– e la Sicilia, al fine di ripristinare quei legami che da secoli sono caduti nell’oblio.

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Riscoprire queste pagine di Storia vuol dire, da un lato, analizzare a fondo i documenti, comparandoli e ricercando le fonti e le testimonianze materiali ed immateriali, dall’altro, creare le premesse per nuove ed importanti opportunità, sia in ambito turistico, attraverso la creazione di percorsi utili alla valorizzazione dei luoghi in cui vissero gli Aleramici, sia in ambito enogastronomico, con la riscoperta di prodotti che si affermarono in epoca medievale e che ancora oggi rappresentano delle eccellenze per i rispettivi territori.

La costruzione di un itinerario  de “Le Vie Aleramiche” è diventato un “Progetto nel Progetto” con lo scopo di creare un contenitore che permetta a territori, oggi profondamente diversi (più di 250 località da nord a sud, più di 70 in Sicilia), di ritrovarsi in un programma di respiro internazionale.  

Un percorso che coinvolgerà il Piemonte (Monferrato, Langhe e Roero), in parte il vercellese, la Liguria, la Lombardia con l’Oltrepò Pavese, per arrivare fino ad alcune località della Basilicata, della Puglia, della Campania, della Calabria ed a gran parte della Sicilia. Ma il percorso si spingerà fino alla Borgogna, alla Normandia, alla Svizzera  e, perfino, alle lontane Americhe, sulla scia di altre emigrazioni.

Lungo il percorso saranno evidenziate le tappe più significative e i luoghi fondamentali collegati alla presenza degli Aleramici. Particolare attenzione sarà riservata alla possibilità di visitare alcuni dei castelli, le cui vicende furono rilevanti per la presenza degli Aleramici.

Nel rispetto della filosofia che contraddistingue gli itinerari storico-turistici, anche questo percorso si svilupperà attraverso l’individuazione di strade secondarie ricercando tutto ciò che di bello e interessante si può trovare: dai monumenti storici ai paesaggi e ai borghi più tipici, dalle cantine ai produttori locali, senza trascurare ristoranti e agriturismi. Risulterà fondamentale la realizzazione di una Applicazione Mobile (App) specifica e di Cartelloni “intelligenti” da installare nelle località interessate dall’itinerario.

In copertina Fabrizio Di Salvo accolto da Madame Léane Rosset al Museo Tancredi di Hauteville-la-Guichard