adv-385

ALESSANDRIA – In queste settimane d’estate, e soprattutto nei giorni più afosi, i centralini di Arpa Alessandria stanno ricevendo diverse segnalazioni di alessandrini, residenti soprattutto in Pista o al quartiere Europa, infastiditi da odori acri e persistenti, avvertiti in particolare al mattino e nella tarda serata.

Ad ammorbare le case dei cittadini, ha spiegato il Direttore di Arpa Alessandria Alberto Maffiotti, sono “odori organici”, diversi da quelli “chimici” che si sentono a Spinetta Marengo, su cui proseguono gli accertamenti dei tecnici dell’Agenzia “e che non raggiungono la zona tra Pista e quartiere Europa”. Le due zone del capoluogo stanno loro malgrado scontando i maleodoranti effetti dell’attività agricola intorno alla città.

Lo spandimento di liquami organici, letame, compost ed anche digestato prodotto dagli impianti di produzione energetica, ha ricordato Maffiotti, è soggetta ad autorizzazioni “quindi non tutti possono farlo e neppure ovunque”.  Queste attività devono rispettare anche alcune prescrizioni, tra cui quella di procedere all’interramento entro 24ore. Anche quando tutto è fatto a norma e a regola d’arte, l’attività agricola si fa comunque sentire.

adv-266

Gli odori dal punto di vista chimico sono ammoniaca, composti dello zolfo, mercaptani, tiofenoli, sostanze che “non hanno un’azione pericolosa” sulle persone ma di certo danno fastidio. I rimedi, però, non sono molti, soprattutto d’estate. O si chiudono le finestre o si sopporta.

Gli Enti di controllo, ha aggiunto il Direttore di Arpa Alessandria, possono registrare le lamentele dei cittadini, certificare la presenza di queste sostanze gassose e verificare che, nella fase di distribuzione agronomica, siano adottate tutte le previste misure per ridurre le emissioni di odori, gas e polveri. Il problema dei fastidiosi odori segnalato in queste ultime settimane dai cittadini della Pista e del quartiere Europa per Alberto Maffiotti evidenzia però “un paradossodella produzione energetica che parte dalla fermentazione delle biomasse. Da una parte c’è un incremento dei consumi energetici per l’aria condizionata e i ventilatori che ci aiutano a sopportare il caldo sempre più asfissiante e dall’altro l’intolleranza per gli odori che derivano dall’attività agricola che produce quell’energia e gli alimenti, “il tutto in un ciclo vizioso di incremento delle temperature e peggioramento della qualità dell’aria derivanti dalle emissioni gas clima alteranti”.

Photo by Karthik Swarnkar on Unsplash.

adv-800