Bus via - Photo by Scott Webb on Unsplash
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ALESSANDRIA – In provincia di Alessandria, come in tutto il Piemonte la gestione del traffico è disordinata e basterebbe rimettere ordine per razionalizzare, nel senso buono del termine, la fitta maglia di auto, bus e treni, offrendo anche un servizio migliore. In una dettagliata proposta l’ingegnere Angelo Marinoni lo spiega bene e suggerisce una visione già applicata in Svizzera e in Germania che si potrebbe “adeguare perfettamente a un territorio come quello alessandrino“.

Le proposte lanciate sono due. La prima è una razionalizzazione dell’offerta attualeperché abbiamo grosse risorse sulla direttrice Spinetta Alessandria che potrebbero essere razionalizzate con una integrazione tariffaria“. Un approccio già nuovo che tuttavia “non è sufficiente” perché il vero sguardo di ampio respiro di Marinoni infatti è volto verso “una linea veloce e protetta del trasporto pubblico, non perturbata dal traffico privato per consentire un movimento efficace che preveda anche una pista ciclabile affiancata a protezione dei ciclisti“.

L’idea è di una Brt, acronimo di “Bus rapid transit”, cioè una bus-via protetta che velocizzi al massimo i viaggi dei pullman. “Da noi questo progetto si potrebbe fare sulla direttrice tra Spinetta e Alessandria al costo di pochi interventi viabili, producendo una direttrice seria in grado di ampliare anche la domanda del servizio pubblico“. Già “adesso, fino al ponte sulla Bormida, la possibilità di creare una corsia riservata è fattibile” con l’idea di realizzare “tre fermate importanti a Spinetta, al polo museale e alla Paglieri“. Il problema si concentrerebbe unicamente sul ponte per via di una strettoia effettivamente esistente ma anche in questo caso è ipotizzabile una soluzione visto che “il traffico è concentrato in determinate fasce orarie mentre lo è molto meno nel resto delle ore“.

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Una gestione differente permetterebbe comunque di ragionare anche in modo diverso sul nuovo ponte sulla Bormida, lasciando alle spalle una visione tradizionale. “Pensarlo – ammonisce Marinoni – solo per il trasporto privato sarebbe un grave errore, bisognerebbe invece ragionare in modo diverso“. Diversamente “sarebbe un errore madornale perché dovrebbe essere primario velocizzare innanzitutto il trasporto pubblico e realizzare una greenway“.

Grazie a una bus-via il patrimonio dato dal trasporto pubblico sarebbe valorizzato a fronte di uno scenario oggi “male organizzato che restituisce la percezione di una incompletezza del servizio“. Per rimediare è sufficiente “una integrazione tariffaria e cioè con un solo biglietto viaggiare sui bus di Amag mobilità, sui pullman autostradale e sui treni ho tre volte il servizio che ho adesso“. Un limite acuito dal fatto che oggi “i tre servizi offerti sono appunto spacchettati e non si parlano tra di loro“. L’ingegnere invita a guardare alle risorse che si hanno già con l’obiettivo di “farle funzionare al meglio“.

La proposta è molto più che concreta perché suggerisce già soluzioni chiare in grado di assorbire una parte considerevole del pendolarismo attraverso, per esempio, la “connessione del casello autostradale o dal casello autostradale a un parcheggio servito dalla tranvia o dal BRT“. In questo caso il “punto di interscambio auto/bus potrebbe essere l’area Cimitero di Spinetta in grado di ospitare senza ulteriore consumo di suolo un adeguato parcheggio e peraltro vicino al polo museale che potrebbe avere appetibilità maggiore se diventasse contemporaneamente comodo alla città e quindi alla stazione ferroviaria e all’autostrada“. Poi sarebbe opportuno rifarsi ai modelli svizzeri per creare fermate attrezzate con stop già immaginati: Spinetta Marengo stazione, via Genova, Marengo, Paglieri, ponte Bormida, piazza Basile, Policlinico città di Monza, via Galimberti, via Monteverde, Ospedale infantile, ospedale civile, Spalto Rovereto, Lungotanaro Solferino, Geometri, liceo Scientifico, piazzale Curiel-stazione.

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Di più ampio respiro ma suggestiva l’ipotesi della realizzazione di un nuovo ponte sulla Bormida che sbuchi dal raccordo di Panoramaper sfruttare un assetto stradale che pare un po’ monco e che tenga conto di una nuova area di sviluppo della città“.

La proposta è stata già inviata ad alcuni rappresentanti delle istituzioni con uno spunto di riflessione in più che forse meriterebbe maggiore attenzione. Marinoni infatti rileva come il numero di abitanti di Alessandria sia di circa 94mila abitanti. Con seimila in più la città arriverebbe a quota 100mila e, al di là del dato statistico, il traguardo spalancherebbe le porte a cospicui contributi ministeriali anche sul trasporto sostenibile. “Forse occorrerebbe meditare sulla necessità di raggiungere quell’obiettivo o spingere per far abbassare quel limite portandolo più in basso”. Indipendentemente anche da questo pensare di investire bene le “poche risorse comunque esistenti, potrebbe in prospettiva far risparmiare.”

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