Spinetta
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ALESSANDRIA – Arpa Piemonte, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha chiesto migliorie agli impianti che gestiscono i fanghi all’interno del polo chimico di Spinetta, stabilimento da cui provengono gli odori avvertiti da settimane nella zona. Molti ascoltatori e lettori in questi giorni hanno rilevato la presenza nell’aria di miasmi spesso intollerabili. Una situazione decisamente fastidiosa, resa ancora più insopportabile dal caldo dei mesi estivi che ha impedito di tenere le finestre chiuse. Un “problema reale” ha spiegato a Radio Gold Alberto Maffiotti, direttore di Arpa Alessandria, “che deriva molto probabilmente da alcune lavorazioni dell’impianto di trattamento del polo chimico“. L’Agenzia, per risolvere il problema, ha avviato una serie di incontri con gli enti che concedono le autorizzazioni ambientali, vale a dire Asl e Provincia, e il Consorzio che gestisce l’impianto e a breve partiranno i primi accorgimenti concreti.

I fanghi – ha spiegato Alberto Maffiottiprobabilmente hanno avuto dei problemi e hanno liberato e liberano degli odori di fermentazione a base di zolfo che si liberano nell’aria“. Il rischio di tossicità “per questo tipo di odori è in genere molto basso ma la nostra preoccupazione è che insieme a questi gas non ci siano altri gas che possano essere più pericolosi senza essere odorigeni“. Il monitoraggio di Arpa quindi continua quindi in modo stringente, spiega Maffiotti, e il lavoro tende a “risolvere completamente il problema“. I soggetti dei tavoli tecnici stanno decidendo come cambiare il processo di trattamento delle acque e sono state già suggerite alcune migliorie: la copertura di parte dell’impianto che tratta i fanghi, la loro gestione in depressione e in modo contenuto.

“C’è bisogno di un po’ di tempo per rimettere a posto l’impianto ma tra bonifica, messa in sicurezza d’emergenza, trattamenti sugli impianti dei camini e dei reflui stiamo cercando di migliorare sensibilmente le performance ambientali del polo chimico che soffre la sua collocazione all’interno di un paese”.

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La percezione degli odori “si spera di risolverla nel giro di alcune settimane, al massimo qualche mese, mentre per tutte le altre attività come la bonifica e la messa in sicurezza della falda i tempi sono più lunghi. La cosa che ci sembra importante è che, insieme alle aziende, si è invertito un ciclo che porterà ad avere migliori performance di questi impianti“.