Luca Valentino
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ALESSANDRIA – Se non lo vivete in prima persona è quasi impossibile capirlo. Si parla spesso della grande capacità artistica del Conservatorio Vivaldi di Alessandria ma se vi capita di assistere alle prove di uno spettacolo resterete ammaliati, anche se le vostre conoscenze musicali sono pari a zero. Il bello però è che non è solo la qualità degli interpreti a catturarvi ma anche l’atmosfera magica che corre lungo i corridoi, tanto da sentire l’irrefrenabile desiderio di seguire quei suoni per approdare nella fucina da cui provengono.

Questo è quanto si vive in questi giorni in via Parma dovesi sta preparando la commedia lirica in un atto di Nino Rota “I due timidi” che sabato, 21 settembre, entrerà in un cortile di Milano, nell’ambito di un progetto dell’Associazione per MITO Onlus. Il Conservatorio dunque continua a girare l’Italia sfoggiando talento ma soprattutto una composta quanto connaturata attitudine alla promozione della cultura.

Ed è questo il principio alla base di CalssicAperta, la rassegna cui aderisce il Conservatorio e che vuole rendere accessibile la musica classica a tutti. Sabato “I due timidi” verrà presentata in un caseggiato popolare e alcuni residenti prenderanno parte in qualità di comparse allo spettacolo. Un bel percorso che dimostrerà il linguaggio universale dell’arte, capace di abbattere le diversità culturali e le barriere sociali.

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In questi giorni il Vivaldi è il laboratorio in cui questo concetto prende vita, senza intenti didascalici ma con il solo linguaggio della cultura, quella che unisce, incanta e lascia senza parole. A Milano queste qualità saranno concentrate in un paio d’ore ma in realtà nel Conservatorio sono all’ordine del giorno e sono quanto di meglio possa offrire Alessandria. In via Parma troverete una fila di artiste straripanti di sorrisi accoccolate su un piano a coda, ammirerete l’eleganza con cui il Maestro Marcello Rota cattura gli sguardi e ondeggia la bacchetta, scorgerete la concentrazione incastrata nelle rughe della fronte dei componenti dell’orchestra, gli occhi vispi e creativi di chi insegue le note e l’ariosità dei gesti del regista Luca Valentino che dà forma a note e parole, fondendo in una armonia espressioni artistiche differenti che insieme diventano qualcosa di unico. Anche in questa occasione i costumi e il trucco, ispirati al cinema degli anni ’50, sono firmati dagli allievi della Scuola di Scenografia dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, coordinati da Giovanna Fiorentini e Arminda Falcione.

Lo spettacolo in cantiere in queste ore è la sintesi di un patrimonio che Alessandria possiede ogni giorno. Tutti dovrebbero conoscerlo anche perché loro, gli artisti del Vivaldi, stanno cominciando a portarlo in giro per l’Italia.

I DUE TIMIDI
L’opera, concepita per la radio nel 1950, fu poi adattata dagli stessi autori per il teatro due anni più tardi. L’azione si svolge in un caseggiato alla periferia di una moderna città: nel cortile hanno sede la bottega del calzolaio e la guardiola del portiere, e vi si affacciano l’appartamento di Mariuccia, lo studio del dottor Sinisgalli e la Pensione Guidotti. Qui giunge il giovane Raimondo che ha l’intenzione di affittarvi una stanza per poter corteggiare, timidamente, da vicino, Mariuccia. Nella sua ironica delicatezza, l’opera restituisce uno spaccato suggestivo ed emozionante della società italiana, da poco uscita dalla guerra e finalmente tornata a guardare al futuro con grandi speranze ed entusiasmo. “Ho sempre considerato portare I due timidi a Milano, ovvero nella città in cui Nino Rota è nato e si è formato, un atto dovuto” afferma Luca Valentino “e sono molto soddisfatto che ciò accada esattamente a 40 anni dalla scomparsa di questo maestro della musica italiana. Significa riportare l’opera dove probabilmente l’autore l’ha immaginata. Per me incontrare questo lavoro di Rota è stato un ‘colpo di fulmine’. Da alcuni anni la rassegna Scatola Sonora propone nel suo programma un’”opera da cortile”. Una definizione, che mi auguro diventi un genere, partendo da una specifica definizione di “cortile”. Uno spazio che, crocevia di vite, storie e umanità ha molti tratti di coincidenza con la dimensione teatrale, come peraltro mostra esplicitamente I due timidi – che nell’edizione milanese vedrà in scena anche i veri abitanti del caseggiato”.
L’Associazione per MITO Onlus, attiva dal maggio 2016, sostiene e affianca le attività del Festival Internazionale MITO SettembreMusica oltre a svolgere un proprio programma annuale di eventi di musica classica dedicati alle situazioni più fragili e ai luoghi decentrati della città e del territorio, nonché nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado.
L’Associazione può contare sul supporto del Comune di Milano e su una fitta rete di Istituzioni pubbliche che attraverso il proprio sostegno rendono possibili le attività: Municipi, Conservatorio di
Musica “G. Verdi” di Milano, Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, Case Circondariali-Ministero Giustizia, Istituti Scolastici pubblici di Milano; inoltre viene supportata da Fondazione Cariplo e da Zampa Foundation.

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Lo spettacoo sarà il 21 settembre a Milano in via Bruno Cesana 3. Ingresso gratuito – posti limitati, prenotazione obbligatoria su Eventbrite