Andrea Segato carrozzina comando vocale
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VALENZA – Tutti vorrebbero avere un nipote così, premuroso e intenzionato a migliorarti la vita. Una persona come Andrea Segato, al lavoro per un progetto capace di semplificare le difficoltà quotidiane delle persone con problemi motori e non solo. Andrea è partito da un problema ma, per chi è abituato a pensare in positivo, non esistono problemi, solo soluzioni. La nonna, Alba, costretta in carrozzina, lo ha fatto pensare e nelle notti insonni ha avuto l’illuminazione: dare vita a un progetto, ancora in fase di perfezionamento, ma che può diventare l’inizio, anzi l’Alba di una nuova era.

Alba infatti è il nome della nonna di Andrea Segato, acronimo di Advanced Light Body Assistants, una carrozzella per disabili a comando vocale. In un mondo perennemente connesso e abituato ormai a un utilizzo sempre più forte della voce per impartire istruzioni, Andrea ha pensato a un macchinario semplice ma efficace che ha catturato l’attenzione di veri e propri big mondiali della tecnologia.

La carrozzella è nata nella pancia di Teoresi, società di consulenza ingegneristica con 800 addetti e sede principale a Torino, grazie a un finanziamento del family office Moschini, quello dell’ex presidente di poltrona Frau e dalla collaborazione con l’Università di Catania. Il progetto però, che verrà presentato il 5 novembre al presidio sanitario San Camillo di strada Santa Margherita, ha catturato sempre più attenzioni man mano che ha preso corpo. Allo sviluppo del progetto si sono aggregati veri e propri colossi come STMicroelecronics, Otis, United technologies Research Center, centro di ricerca del colosso americano United Technologies che sviluppa tecnologie aeroportuali, ma anche nomi italiani come la meccanica torinese di R.Zenti, i sistemi audio della milanese bdSound e Torino Wireless che promuove l’innovazione del territorio.

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“Stiamo utilizzando le tecnologie che conosciamo per aiutare chi, per infinite ragioni, in questo momento va più piano”

La ciliegina è arrivata con Amazon Alexa, capace di rendere la carrozzina facilmente comandabile. Attraverso istruzioni vocali infatti la sedia a rotelle, si può spostare autonomamente con la prospettiva di integrarla completamente e quindi attivare chiamate verso parenti o amici oltre che comandare le varie strumentazioni domotiche della casa.

Alba, e nome non fu mai più felice, è però solo il punto di partenza. Perché come spiega lo stesso informatico valenzano “da lì si può procedere per altre applicazioni, iniziamo in ospedale ma siamo già in contatti con musei, aeroporti, con delle case di riposo e stiamo studiando l’evoluzione del progetto per altre applicazioni ad oggi ancora confidenziali“.

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“Siamo rimasti piacevolmente stupiti dal successo riscosso dal progetto, non sto parlando di mercato, ma di collaborazione – continua Andrea Segato. Una collaborazione che certamente nasce dal tema toccato, un tema sociale che ha mosso colossi che ci stanno aiutando a tutti i livelli. Ci siamo trovati attorno a tanti tavoli e qualche giorno dopo gli incontri, le aziende hanno iniziato a collaborare senza aspettare di capire quale sarà il ritorno. Perché in fondo un ritorno è subito evidente: stiamo utilizzando le tecnologie che conosciamo per aiutare chi, per infinite ragioni, in questo momento va più piano.”

La carrozzina avveniristica servirà a muoversi negli ambienti indoor ma anche nei luoghi pubblici interagendo e scambiando informazioni con l’ambiente circostante. Sembra l’uovo di colombo, uovo da cui esce il pinguino che spiega in un video sul sito di introduzione (www.alba-robot.com), come funziona l’apparecchio, ma sono proprio le idee semplici quelle più dirompenti e utili.

E se domani chi ha difficoltà a muoversi lo farà più agevolmente dovrà ringraziare un valenzano.