Sardine
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ALESSANDRIA – Domani, venerdì 6 dicembre, anche Alessandria conoscerà da vicino il movimento delle “Sardine”. Nato solo alcune settimane fa ha preso il largo anche in provincia tanto da sfociare in piazzetta Marconi in una manifestazione pubblica a partire dalle 18.30. Sui social però la presenza del movimento ha subito innescato un maremoto con diversi oppositori che hanno ironizzato invitandoli ad “andare a lavorare“. Un invito subito raccolto dalle sardine alessandrine che sui social hanno approfittato dello sfottò per spiegare con orgoglio le loro occupazioni, rivendicando il diritto a farsi sentire.

Nei tanti commenti si scopre quindi che i componenti alessandrini abbracciano diversi mestieri. Si va dai pensionati agli infermieri, dalle educatrici alle Oss, dagli operai agli studenti, dagli avvocati ai traduttori. Ma di seguito potete farvi un’idea attraverso le loro stesse risposte:

Cristina: lavoro in ospedale dopo circa trent’anni di “carriera” nelle strutture di assistenza private, figlia di un fabbro artista e di una mamma impiegata in una ditta di trasporti, ho iniziato a lavorare a 16 anni.

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Gianluca: ingegnere meccanico, project manager, figlio di operaio della montedison. Io lavoro da quando avevo 14 anni e mio padre idem.

Alice: laureata in piena crisi economica in Scienze e tecnologie per l ambiente e il territorio all’università di Pisa, specializzazione bonifica siti contaminati. Stufa del precariato, sono approdata in Piemonte e lavoro da tre anni come tecnico di assistenza (service engineer per dirla come il mio biglietto da visita) settore trattamento acque industriali per l’area Nord-Ovest.

Mikaela: ho lavorato 20 anni in viticoltura, nel frattempo ho preso due lauree, economia ed agraria, da tre anni lavoro come tecnico di cantiere.

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Lara: dopo aver lavorato per più di 25 anni come dipendente, mi sono ritrovata dalla sera alla mattina, a 45 anni, senza più un lavoro. Ho dovuto inventarmi qualcosa. Ho aperto una attività per conto mio, ma è dura, molto dura di questi tempi. Le piccole imprese con partita iva faticano ad andare avanti. Praticamente si lavora solo per pagare tasse, tributi e contributi. La mia categoria non è tutelata, nonostante io debba pagare qualsiasi cosa, se mi sento male devo andare a lavorare lo stesso per riuscire a stare a galla. Ogni giorno è una lotta.

Antonio: sono 37 anni che lavoro e ne ho fatti tanti e svariati, ora sono un Oss e lavoro in casa di riposo.

Giovanna: tecnico ambientale ADR/RID. Eseguo controlli per carico merci pericolose x conto di nota azienda petrolifera. Mi divido tra Lombardia e Veneto.

Tiziana: pensionata secondo le norme della Fornero.

Paola: impiegata part time e mamma. Siccome i conti non tornano mai, per lunghi periodi dell’anno affianco un secondo lavoro al primo, per conciliare tutto con orari serali/notturni.

Teresa: pensionata dopo 44 anni di lavoro.

Sabrina: disoccupata per invalidità.

Monica: lavoro da circa 30 anni nel campo educativo, con minori e persone con disabilità, nei ruoli di educatrice, psicomotricista, e poi coordinatrice e formatrice.

Andrea: sono un pasticcere, ho inziato a 17 anni, e nel tempo libero animatore per ragazzi.

Silvia: 42 anni, ho da poco aperto una erboristeria, ho da sempre lavorato nel settore anche sotto padrone. Sotto Natale si spera sempre di lavorare un po’ di più, si sa il tempo è denaro, ma sono felicissima di chiudere prima venerdì per venire in piazza e sostenere le Sardine.

Dede: ho sempre lavorato fino a quando 1 mese fa causa problema fisico ho dovuto prendere una pausa.. ho lavorato essendo epilettica e farmaco resistente,ho lavorato con febbre, dopo le crisi. Io voglio lavorare, ma qualcosa, qualcuno me lo impedisce. Ho fatto la volontaria per anni, ho lavorato nelle cooperative sociali dove ho conosciuto persone che stavano morendo in mare, ho sentito i loro racconti e li ho abbracciati forte perché è ingiusta una cosa del genere perché siamo esseri umani e dobbiamo comportarci da umani.

Maurizio: operatore all’acquedotto di Valenza. A febbraio di quest’anno 2019 sono 40 anni di lavoro.

Gianni: non riuscendo a infilarmi, per le dimensioni, in “qualche branchia dello stato” (citazione da uno dei simpatici commentatori), avvocato civilista da quasi trent’anni, orgogliosamente figlio di operai e nipote di contadini.

Anna: farmacista, collaboratore di farmacia territoriale dal 1994. 8 ore al giorno dal 1994 . Casalinga full time come secondo lavoro (perché essere casalinga è un lavoro)

Viviana: diploma magistrale, infermiera da “solo” 36 anni nessuna posizione di privilegio, orgogliosamente “puliziotta” in posizione rigorosamente eretta.

Eliza: laureata in ingegneria (elettrotecnica) ma da decenni faccio la traduttrice freelance (quando sono arrivata in Italia, vivevo all’Elba, mi hanno guardato come un camaleonte, niente posto di lavoro tecnico per una donna…). Freelance significa, se non lavori, non mangi. I politici mangiano anche se non fanno nulla. Anzi, se vanno a fare qualcosa in parlamento, gli danno soldi extra oltre lo stipendio.

Claudia: infermiera con suocera, due figli e quasi nonna. Di certo il lavoro non mi manca

Laura: ex titolare di lavasecco chiusa perché non riuscivo più a pagare niente tante erano le tasse l’IVA e quant’altro da pagare ora faccio pulizie in uffici e condomini.

Farfalla: educatrice full time ma non devo dare giustificazioni né spiegazioni a nessuno.

Alessandra: veterinaria e da sempre pronta ad accogliere animali in difficoltà.

Susanna: faccio le pulizie presso i sindacati ma sempre sotto cooperativa da più di 10 anni ho un compagno da tempo disoccupato che inutile dire non ha mai avuto aiuto da parte delle istituzioni, ho una mamma affetta da demenza senile che mi guardo e mi curo da sola con l’aiuto del mio compagno “grazie a dio”.

Riccardo: studente del liceo Saluzzo-Plana.

Chiara: 30 anni libraia alla libreria universitaria agli Orti con una bimba di 17 mesi.

Nadia: figlia di operai, genitori fantastici che mi hanno trasmesso i valori della vita e l’umiltà. Lavoro da quando ho 14 anni. Ho svolto diversi mestieri (non li sto ad elencare). Ora faccio la badante a chiamata tramite agenzia.

Sara: impiegata di studio legale.

Rosanna: 42 anni di lavoro come infermiera in ospedale.

Andrea: operaio dal 1995.

Debora: pulitrice orafa lavoro da 21 anni, 8 ore al giorno a tempo indeterminato.

(Foto tratta dal profilo facebook Sardine alessandrine)