ROMA – È morto all’età di 84 anni Giampaolo Pansa, uno dei protagonisti assoluti del giornalismo italiano. Nato a Casale Monferrato il primo ottobre 1935, proprio nella città monferrina consegue la maturità classica. Poi la laurea con 110 e lode in Scienze Politiche all’università di Torino con una tesi intitolata Guerra partigiana tra Genova e il Po. A partire dal 1961 entrò nel quotidiano torinese La Stampa, lavorando poi anche per Il Giorno, Il Messaggero, il Corriere della Serala Repubblica

Oltre a essere uno stimato giornalista, Pansa ha pubblicato anche un centinaio di libri. Di lui si ricorda soprattutto il lavoro storico e i saggi sulla guerra partigiana e i controversi temi della guerra civile durante il periodo del secondo conflitto mondiale. Pansa lascia la compagna e scrittrice Adele Grisendi. Nel 2018 aveva perso il figlio Alessandro, ex amministratore delegato di Finmeccanica.

Da casalese Pansa commentò così il dramma dell’Eternit: “Sono andato via da Casale nel ’60, l’anno dopo essermi laureato, quando sono stato assunto alla “Stampa” di Torino. Quindi per 25 anni anch’io ho respirato amianto aveva dichiarato in una intervista di sei anni fa all’Eco di Bergamoè stata ed è la più grande tragedia ambientale dell’Italia. Avevamo in casa una bomba nucleare, ma a lungo nessuno immaginava che l’amianto sarebbe diventato un killer silenzioso”.

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