ACQUI TERME – Nascondeva la droga all’interno delle gabbie che usava per allevare una cinquantina di piccioni per consumo alimentare nelle campagne lungo il fiume Bormida, tra Cassine e Acqui Terme. Proprio in quelle gabbie, tra gli escrementi dei volatili, che con il loro odore pungente avrebbero dovuto confondere anche il fiuto dei cani antidroga, i Carabinieri della Compagnia di Acqui Terme, guidati dal Capitano Gabriele Fabian, hanno trovato il maggior quantitativo di cocaina, 2 etti e mezzo, sequestrato nell’ambito dell‘operazione rinominata “Pigeon”, appunto “piccione”.

L’insolito nascondiglio scelto da un cittadino albanese di 35 anni ha ispirato il nome dell’indagine partita a metà 2018 e conclusa a nei primi mesi del 2019 che ha permesso di stroncare una fiorente attività di spaccio nel territorio acquese. Grazie all’attività di osservazione, controllo e pedinamento, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno ricostruito oltre 300 cessioni di droga, cocaina e hashish, vendute a consumatori anche della Liguria. Prove che in questi giorni hanno fatto scattare l‘ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’allevatore di piccioni, considerato il “capofila” della banda, e per altri tre connazionali albanesi, uno ancora ricercato, e l’obbligo quotidiano di presentazione alla Polizia Giudiziaria nei confronti di un cittadino italiano.

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Fondamentale per dare il via all’indagine, hanno sottolineato il Comandante della Compagnia Carabinieri di Acqui Terme e il Comandante provinciale dell’Arma, il Colonnello Michele Angelo Lorusso, è stata la collaborazione dei cittadini acquesi che hanno segnalato il sospetto viavai vicino a uno stabile nel centro della città termale dove vivevano due delle persone raggiunte dalle misure cautelari.

Individuati e identificati prima gli acquirenti, i militari sono arrivati agli spacciatori e all’allevamento di piccioni nel cascinale nelle campagne dell’acquese dove, a ottobre del 2018, sono stati trovati e sequestrati anche 2200 euro, per i Carabinieri “solo una minima parte” dei proventi dell’attività di spaccio.

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