Inquinamento, l’accelerata dello smog non viene dalle auto ma dalle nostre case

PIEMONTE – Non è il traffico automobilistico la prima causa dell’aumento esponenziale delle polveri sottili nel Centro-Nord del Paese. Il motivo principe dell’inquinamento ambientale è invece da rintracciarsi nelle case degli italiani. Il consumo di legna, pellet e carbonella, combustibili minoritari all’interno o esternamente alle nostre dimore incide infatti sull’inquinamento residenziale per oltre il 90%. Un dato sull’inquinamento sconcertante e portato alla luce dallo studio di Life PrepAir, progetto della Regione Emilia su co-finanziamento europeo, e riportato su Repubblica. La ricerca è nata nel febbraio 2017 con il preciso compito di trovare in sette anni dal suo avvio la soluzione al problema inquinamento.

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Dallo studio risulta così che lo stop alle auto è solo un palliativo e non una vera e propria cura ai problemi delle grandi e medie città. Il Pm10 si sviluppa quindi principalmente nelle abitazioni. Certo, il traffico cittadino contribuisce poi a un suo aumento dato che i gas di scarico dei mezzi producono emissioni di ossidi di azoto e ammoniaca che in atmosfera si trasformano in polveri sottili. Basti pensare che secondo la ricerca solo il riscaldamento domestico pesa per il 55% sul territorio padano. E se il metano non incide sul Pm10, allo stesso tempo allarga il buco dell’ozono con tutte le problematiche che questo comporta.

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