Ndrangheta Piemonte
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PROVINCIA DI ALESSANDRIA – La ‘ndrangheta è un problema che coinvolge tutto il Piemonte, provincia di Alessandria compresa. Questo è quanto emerso questa mattina durante la requisitoria al processo d’appello bis per la cosiddetta faida di Volpiano consumata tra il 1997 e il 1998. Il Procuratore generale della Corte d’Appello di Torino, Francesco Saluzzo, aprendo il processo d’appello bis sulla vicenda ha spiegato come la ‘ndrangheta, verso la fine degli anni ’90, partendo da Torino, abbia “colonizzato tutte le province piemontesi“. Il caso degli omicidi di Antonio e Antonino Stefanelli e del loro autista Francesco Mancuso i cui corpi non vennero mai ritrovati, e quello successivo di Roberto Romeo, testimone del triplice delitto per gli inquirenti, si legge in una nota Ansa, sarebbero legati alla precedente uccisione di un presunto componente di un clan, Francesco Marando.

Quei fatti avrebbero determinato, secondo il Procuratore, “uno snodo fondamentale nella vita criminale nella nostra regione“. In seguito a quelle situazioni partirono “iniziative della Locride, spostamenti delle forze in campo, tensioni, apparentamenti, allontanamenti. Ma tutte queste modifiche non hanno ridotto la pervasività della ‘ndrangheta prima a Torino e circondario, e poi nelle altre province“.

Questa analisi si somma al recente rapporto della Direzione Investigativa Antimafia relativa al primo semestre 2019. Dove, si legge, “nel territorio di Cuneo e Alessandria si è costituito il locale del basso Piemonte, operante prevalentemente su Alba, Sommariva del Bosco e Novi Ligure, ma con influenza anche sulla provincia di Asti e con ramificazioni fino al confine regionale con la Liguria“.  In provincia di Alessandria, recenti inchieste giudiziarie hanno inoltre rivelato la presenza di sodalizi riferibili alla ‘ndrangheta. Tra queste, si ricordano le note operazioni “Alba Chiara”, che nel 2011 aveva evidenziato l’esistenza del locale del basso Piemonte, e l’operazione “Terra di Siena-Alchemia”, che nel 2016 aveva fatto luce sulla presenza di soggetti contigui alla ‘ndrina Raso-Gullace-Albanese.

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A questo scenario si aggiunge la criminalità straniera con la presenza di gruppi albanesi, romeni e africani, che delinquono prevalentemente nel settore della prostituzione, degli stupefacenti e dei reati predatori. Le condanne, disposte dalla Corte d’Appello di Torino, nei confronti di cittadini nigeriani coinvolti nell’ambito dell’operazione “Athenaeum”, hanno confermato le significative proiezioni anche in provincia di Alessandria di gruppi criminali di questo gruppo straniero.