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ALESSANDRIA – Per ora non c’è il colpevole con la pistola fumante in mano, vediamo solo la sua ombra“. Cristiana Ivaldi dell’Arpa ha commentato così in Comune ad Alessandria, durante le Commissioni Sicurezza e Ambiente e Politiche Sanitarie, i risultati dell’indagine epidemiologica sulla popolazione di Spinetta, già svelati quasi due mesi fa. Insieme agli esperti dell’Asl è stato infatti specificato che non è stato trovato il nesso causale che spieghi l’incremento di tumori rilevato.

“Dimostrare il nesso causale è difficilissimo ha sottolineato ancora Cristiana Ivaldi. “In quella zona (delimitata da un raggio di 3 chilometri dal Polo Chimico, ndr), sono presenti tantissime sostanze che possono avere influito finora, dagli anni ’40 a oggiha aggiunto Alberto Maffiotti, direttore Arpa Alessandria “Ci sono composti formati nel tempo dalla fusione di queste sostanze. Ricordiamo anche che fino al 2003 molte persone utilizzavano l’acqua proveniente dallo stabilimento“. Su questo punto inoltre, l’assessore all’Ambiente Borasio ha precisato come sia “ancora da approfondire” il fatto se ancora oggi si utilizzino o meno le stesse tubature dell’acqua antecedenti il 2003.

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“Inoltre, ci troviamo davanti un coacervo di sostanze che sono anche cambiate nel tempo” ha aggiunto Maffiotti “Abbiamo riscontrato la presenza di patologie multifattoriali: il tumore al polmone, ad esempio, può essere provocato da 40 cause. L’esempio dell’amianto a Casale, individuato come causa del mesotelioma pleurico, rappresenta un unicum”. “Ci sono sostanze che oggi non conosciamo” ha aggiunto il direttore del Dipartimento Prevenzione dell’Asl Enrico Guerci. 

L’assessore all’Ambiente Paolo Borasio ha annunciato che l’amministrazione chiederà ad Asl di avviare una sorveglianza sanitaria attraverso il controllo medico dei cittadini, su base volontaria. La Giunta Cuttica solleciterà anche nuovi controlli di Arpa (“pronti a ‘mettere più telecamere”, per smascherare il colpevole” ha confermato Cristiana Ivaldi, ndr), a fronte però di un coinvolgimento più diretto di Regione Piemonte, con un tavolo tecnico permanente. “Serve una delibera della Giunta Regionale, Palazzo Lascaris deve farsi carico del problema e dare mandato ad Arpa e Asl di continuare le indagini. A breve ci sarà un protocollo di intesa e mi farò promotore della nascita di un tavolo tecnico permanente” ha sottolineato il membro della Giunta Cuttica“inoltre solleciteremo Solvay a dare vita a polmone verde attorno al Polo Chimico e auspichiamo la nascita di un polo universitario che studi e approfondisca la presenza del cromo esavalente nell’area dell’ex Zuccherificio. 

Nel frattempo i gruppi di minoranza del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Lista Rossa e Moderati hanno sottoscritto e presentato una mozione che sollecita la Giunta Cuttica a organizzare un Consiglio comunale aperto sulla riqualificazione ambientale della Fraschetta in accordo con le associazioni di categoria, i sindacati, l’Università del Piemonte Orientale, la sede di Alessandria del Politecnico di Torino, l’Asl, Arpa e  Provincia di Alessandria, oltre che aggiornare il consiglio comunale sulle informazioni emerse nella Conferenza dei Servizi legata alla richiesta di una nuova autorizzazione ambientale di Solvay rispetto all’ampliamento di produzione di C6O4 attraverso un nuovo impianto.  

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“Non ci sarà la pistola fumante ma a mio avviso ci sono tutti gli elementi per pensare a un nesso di causa effetto” ha aggiunto l’ex assessore all’Ambiente di Alessandria Claudio Lombardiora sono diverse le priorità. Occorre approfondire, in particolare, l’incremento dell’80% di patologie neurologiche registrato sui bambini dagli 0 ai 14 anni di quell’area, e poi i medici di base, coloro che per primi possono monitorare lo stato di salute delle persone, dovrebbero subito attivarsi e sollecitare le persone a farsi controllare al primo segnale che qualcosa non va”. 

“Porterò in Regione le sollecitazioni emerse oggi” ha assicurato il consigliere regionale Pd Domenico Ravetti. 

“Ci chiediamo quando verrà attivato il piano complessivo di interventi” ha detto Franco Armosino, segretario provinciale Cgil “quando si avrà contezza precisa su cosa bisogna fare? Io ho lavorato per 20 anni nell’industria chimica: posso dire che i pericoli si creano se il processo produttivo non è all’altezza. Servono più risorse a Spresal e ai Vigili del Fuoco per migliorare la loro dotazione e, in particolare, serve una discussione aperta, pubblica, con gli spinettesi, non devono sentirsi cavie ma persone tutelate dalle istituzioni”. 

“Mi chiedo, alla luce di quanto detto dagli esperti, come possiamo venire a capo di questa situazione” ha sottolineato il segretario provinciale della Cisl Marco Ciani “confermiamo la nostra forte preoccupazione per la popolazione e per i lavoratori, anche dal punto di vista occupazionale. Siamo in forte disagio”.