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VALENZA – L’industria del lusso torna a bussare alle porte della città di Valenza. L’interlocutrice, come già accaduto nel 2017, è ancora Bulgari. Che questa volta pare abbia deciso di raddoppiare e completare entro il 2022 un secondo polo operativo nella città dell’oro che darà lavoro ad altri 600 addetti che si aggiungeranno ai 700 già presenti. Ma Valenza è pronta ad accogliere altre persone con i loro sogni e le loro esigenze? Per Spring Up non ancora.

L’arrivo di nuove persone è sempre uno stimolo per noi. Va però detto che in questo momento storico la nostra città forse non è ancora pronta a questo nuovo flusso che sta per arrivare“, ci spiega Luca Pasetti Co-Fondatore e addetto alla Comunicazione di Spring Up – Valenza. Il gruppo che lavora per la valorizzazione del territorio, oltre a occuparsi di integrazione e sviluppo culturale, sostiene che spesso “molti ragazzi e ragazze arrivano a Valenza per lavoro ma poi non si vogliono fermare“. Questo perché “la città non offre attrattive sociali soprattutto per i più giovani” e spesso succede che i lavoratori “preferiscano trovare casa e sistemazione in città limitrofe, su tutte Alessandria“.

Spring Up sostiene che l’arrivo di nuova forza lavoro, “deve essere affiancata da un supporto della comunità“. Una maggiore inclusione nel tessuto sociale cittadino permetterebbe anche un guadagno “per la stessa azienda che non può pensare di cambiare ogni due o tre anni trecento o quattrocento persone per un ricambio che non è generazionale ma dovuto più che altro a un disagio sociale“. I ragazzi che il gruppo incontra si dicono spesso insoddisfatti della città. Questo nonostante con il tempo si creino legami e la mancanza di casa diventi minore. “Hanno difficoltà oggettive. Posso portare l’esempio di una ragazza di Firenze che a marzo vorrebbe tornare a casa. Noi la stiamo supportando e speriamo di poterla trattenere perché si tratta di una persona in gamba e che può dare tanto alla città di Valenza“, precisa Passetti.

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Il flusso lavorativo creato da grandi aziende presenti sul territorio rimane una grande opportunità per una città “che si deve aprire a chi viene da fuori e non unicamente sfruttarne la forza lavoro“. Anche per questo Spring Up spinge per far sì che Valenza “non solamente una città alveare dove si lavora e dorme, ma deve diventare e può diventare qualcosa di più sia dal punto dei servizi, del turismo e del territorio“. Tutto sta nel superare “il primo impatto. Perché al di là delle carenze la nostra città è tranquilla ed è a portata d’uomo. E questo è un importante punto a nostro favore“.