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PIEMONTE – Gli effetti delle emergenza legata al Coronavirus si abbattono sull’economia reale e tagliano anche la crescita del Made in Italy a tavola sul mercato asiatico dove il vino è il prodotto più esportato con una crescita record in valore del 9% nel 2019. A dirlo è Coldiretti dopo la notizia dei rinvii delle grandi fiere del vino in Cina come quella di Chengdu o il Vinexpo di Hong Kong. Una situazione resa più complicata dall’assenza dei grandi compratori cinesi. A rendere tutto difficile i limiti agli spostamenti dei cittadini cinesi che hanno anche cambiato le loro abitudini di consumo soprattutto fuori casa.

Per i produttori italiani di vino si tratta di un grave danno visto che la Cina è uno dei 5 paesi con maggiore consumo di vino al mondo e quello piemontese con un crescita negli ultimi anni del 75%. “La Cina, per effetto di una crescita ininterrotta della domanda, è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano più vino nel mondo – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale. Cresce la preoccupazione per il vino Made in Piemonte poiché, proprio dal mercato orientale, stavano arrivando segnali positivi con una crescita, negli ultimi anni, del 75% in Cina e del 15% in Giappone. Anche dal punto di vista fieristico, si sta registrando un rallentamento dei flussi e lo stop agli incontri con nuovi buyer rappresenta sicuramente una difficoltà non da poco perché tiene fermi importanti rapporti commerciali che i nostri imprenditori stanno intessendo. L’emergenza coronavirus sugli scambi internazionali non deve fermare il lavoro sui protocolli per l’esportazione di prodotti piemontesi in Cina che deve essere, al contrario, velocizzato ed esteso”.