PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Attraverso le parole del suo avvocato, Alexia Cellerino, la maestra di sostegno sospesa per sei mesi dall’insegnamento ha respinto le accuse di presunti maltrattamenti nei confronti di un bambino con disabilità di otto anni.

“Innanzitutto sono due le insegnanti coinvolte ma una è stata pienamente scagionata” ha detto a Radio Gold l’avvocato Cellerino “dopo gli interrogatori avvenuti lo scorso settembre il Gip di Alessandria aveva deciso che per entrambe non esistevano le condizioni per una misura interdittiva. Riguardo a una delle due non sono stati rilevati elementi di reato mentre, nei confronti della 27enne ovadese, ci sarebbero degli indizi di abuso dei mezzi di correzione. In ogni caso non si parla di maltrattamenti e, per questo, anche nei suoi confronti non c’erano le condizioni per sospenderla. Il Gip evidenzia “comportamenti che denotano trascuratezza, mancanza di professionalità e di voglia di lavorare ma non propriamente maltrattamenti”. Due, inoltre, gli episodi contestati: una spinta non giustificata e il momento in cui la mia cliente pestava il piede del bambino, un atto del tutto involontario”.

Il Pm ha però fatto appello al Tribunale del Riesame di Torino che ha confermato l’assenza di reati per una delle due maestre ma che, invece, ha accolto la richiesta nei confronti della 27enne ovadese.

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“Ho subito fatto ricorso in Cassazione” ha sottolineato l’avvocato Cellerino “ma è stato dichiarato inammissibile: purtroppo la Cassazione non può acquisire i filmati e non può entrare nel merito”.

“Contestiamo le accuse di maltrattamento” ha poi aggiunto l’avvocato “quando si scrive che il bimbo veniva trascinato si tratta in realtà di manovre contenitive, per evitare che si faccia del male. Non c’è mai stata alcuna condotta lesiva nei suoi confronti. L’episodio del calcio? Dai filmati si vede in realtà una ginocchiata: la maestra viene morsa, urla e si alza e lo colpisce inavvertitamente con una ginocchiata. L’episodio del piede pestato? Un atto involontario, era vicino a lui ed è durato una frazione di secondo. In quel caso la mia cliente stava seguendo il bambino per evitare che si facesse male e per sbaglio gli ha pestato un piede, non aveva alcune intenzione sadiche. Non si sentono epiteti spregiativi, non viene mai picchiato. Vorrei che si mettessero a disposizione i filmati per far capire che non c’è nulla di allarmante, l’unica cosa che può dar fastidio è vedere la mia cliente che guarda il telefonino. Ma stiamo parlando di una maestra frustrata: lo scorso anno faceva un lavoro non avrebbe dovuto fare, il sostegno, per il quale non era stata formata e faceva fatica a relazionarsi con un bambino che non parlava. Con lui non si poteva interagire a parole, quando magari per 10 volte andava vicino alla finestra si portava via per evitare che si facesse male”.

“I genitori contestavano l’isolamento del bambino a mensa? E’ bene precisare che il bambino non poteva mangiare con gli altri bambini perché spesso andava in crisi, una situazione comune purtroppo nei casi di autismo di terzo livello. Il bimbo veniva portato nella cosiddetta “aula morbida”, con tanti tappeti per terra, quando non riusciva a stare tante ore in classe”.

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L’avvocato Cellerino ha ora chiesto al Giudice una rivalutazione della decisione:Ho allegato all’istanza la relazione fatta dalla dirigente dove attualmente ora lavora la mia cliente, e dove emergono tutti giudizi positivi sul suo operato, sia dai colleghi che dagli stessi alunni e dalle famiglie. Speriamo di essere ascoltate: con la sospensione dall’attività di insegnante si fa soltanto un danno agli attuali alunni che non avranno la loro maestra di italiano e matematica da qui alla fine dell’anno. Genitori, alunni e dirigenti hanno chiesto a gran voce che la 27enne resti al suo posto. Questa misura eventualmente poteva avere senso lo scorso anno, non in questo dove la donna non insegna più lì. Che senso ha sospendere una maestra che sta facendo bene il suo lavoro? La si ferma fino alla fine dell’anno e poi a settembre potrà riprendere una classe, come è nei suoi diritti. Insomma, è un provvedimento che manca di attualità”.

L’avvocato Cellerino ha anche ricordato “un antefatto che precede l’esposto in Questura dei genitori: due querele pendenti inoltrate una dalla collaboratrice scolastica e l’altra dalla ex dirigente scolastica dell’istituto nei confronti del padre del bambino. Un giorno il genitore avrebbe voluto portare in classe suo figlio ma la collaboratrice scolastica si era opposta perché andava contro il regolamento, dicendosi disposta ad accompagnarlo lei. Da lì sarebbe nato un alterco”.