Il coronavirus potrebbe danneggiare anche il turismo in Piemonte

PIEMONTE – Gite scolastiche annullate, stranieri spaventati da una Italia in quarantena parziale e manifestazioni rinviate in tutto il Nord Italia, Piemonte compreso. Questo il quadro del turismo dipinto a pochi giorni di distanza dal tornado coronavirus che ha bloccato parte dello Stivale. In questo senso il comparto, che vale per l’Italia il 13% del pil, rischia di cadere in ginocchio con una crisi da cui potrebbe faticare a rialzarsi.

A lancire l’allarme è stata la Fiavet (Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo). Come riporta Ansa, la presidente Ivana Jlenic sostiene che a “oggi il comparto turistico sta vivendo un momento estremamente difficile. Soprattutto per le agenzie di viaggio e i tour operator. Il sistema si sta semiparalizzando tra la psicosi che si è sviluppata e i vari timori delle notizie che si rincorrono“.

In particolare il blocco delle gite ha già fermato un intero settore pronto a mettersi in moto in questo inizio 2020. Perdura inoltre lo stop dei viaggi da e per la Cina a cui si aggiunge la paura che sta attanagliando i viaggiatori in generale. Secondo Jlenic la “quarantena di Veneto e Lombardia sta paralizzando le settimane bianche e pregiudica la Pasqua. Inoltre sono anche le due regioni, assieme a Piemonte ed Emilia Romagna, tra le più propense al viaggio e anche con la maggior capacità di spesa“.

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Un quadro preoccupante che riguarda, oltre che il Piemonte, anche la provincia di Alessandria. Lo sostiene Pierluigi Prati di Alexala: “Bisogna considerare che l’Alessandrino ha un forte introito dal turismo cinese che attualmente è fermo“. Se la crisi legata al coronavirus dovesse protrarsi nel tempo “sicuramente avremo problemi anche importanti. Avremo meno affluenza. Essendo tra l’altro noi la terza Nazione con il maggior numero di casi riscontrati è normale che anche i turisti provenienti da altri Paesi siano titubanti a fare una vacanza in Italia. Ancora di più in zone dove i contagi sono stati verificati come il Piemonte“.

La prima preoccupazione per il comparto turistico locale è quello legato alla Pasqua: “Se la situazione emergenziale si dovesse risolvere nel giro di una ventina di giorni potremmo ancora salvare la stagione, altrimenti potrebbero esserci seri problemi dal punto di vista meramente economico-turistico. In particolare è a rischio la Pasqua e a seguire le altre festività“, spiega ancora Prati. Preoccupazione è che i turisti “non procederanno con le prenotazioni fino a quando la situazione non sarà – e speriamo a breve per tutti – risolta“.