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ALESSANDRIA – Le attività della Caritas di Alessandria restano attive anche in questi delicati giorni caratterizzati da diverse restrizioni per contenere l’eventuale diffondersi del coronavirus.

L’ordinanza ministeriale, infatti, consente l’apertura dei servizi di assistenza sociale. Per questo Caritas Alessandria ha confermato l’apertura del Centro di Ascolto, così come degli altri servizi alle persone più fragili. 

È anche il segno della nostra responsabilità verso gli ultimi in un momento in cui, con estrema facilità, proprio loro possono venire additati come causa delle paure” ha detto Giampaolo Mortara, direttore della Caritas.

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La scelta di mantenere aperti i servizi è stata decisa da Caritas tenendo presenti le giuste preoccupazioni di volontari ed operatori così come le necessità fondamentali degli ospiti. “Ci auguriamo – ha aggiunto Mortara – che i volontari sappiano fare giusto discernimento circa la loro presenza. Solo nel caso in cui gli enti preposti dovessero interdire queste forme di servizio saremmo obbligati ad adeguarci”.

L’attività dell’ambulatorio medico “Nessuno Escluso” sarà, invece, precauzionalmente sospesa per 15 giorni, fino al 10 marzo. Lo ha deciso il dottor Prete, direttore sanitario della struttura, a seguito di un’attenta valutazione con ASL Alessandria, considerata l’impossibilità di sottoporre eventuali pazienti con sintomi sospetti al triage richiesto dalle disposizioni regionali e nazionali.

“Non siamo nelle condizioni materiali di poter garantire quegli elementi di tutela a pazienti e personale” ha detto il dottor Prete “E’ stata proprio la difficoltà a garantire la sicurezza nostra e delle persone che si rivolgono all’ambulatorio, che ha convinto medici, dentisti e personale a sospendere l’attività. Speriamo che nelle prossime settimane il rischio si riduca e che, a breve, ci siano le condizioni per riprendere il nostro servizio, con qualche tutela in più”.

Volontari e operatori hanno anche provveduto a igienizzare gli ambienti e, da Caritas, è arrivato anche l’invito agli ospiti e agli operatori stessi a lavarsi spesso le mani ed a indossare – quando possibile – i guanti, oltre a limitare il più possibile la concentrazione di tante persone in una sola stanza.